Svolta Lazio, squadra più equilibrata con Luis Alberto di nuovo mago

Dopo gli alti e bassi iniziali i biancocelesti hanno trovato continuità: fondamentale l’esplosione di Cataldi come playmaker

La svolta è arrivata dopo il tracollo di Verona. Ed è arrivata nei tre giorni passati in conclave nell’eremo di Formello. È lì che Sarri ha posto le basi per fare della Lazio una squadra non più soggetta ad alti e bassi, a grandi promesse che non sempre venivano mantenute, ma una formazione con una identità più equilibrata e un rendimento più continuo. “Per adesso la continuità l’abbiamo trovata sul breve periodo, dobbiamo fare in modo che ci sia anche nel lungo termine”, si è affrettato a sottolineare il tecnico. Ma è un dato di fatto che, adesso, il ritmo della sua squadra sia quello giusto.

Squadra più solida e numeri giusti

—  

Lo dice una classifica che vede la Lazio solitaria al quinto posto, a un solo punto dal quarto posto dell’Atalanta. Lo dicono ancor di più i numeri delle ultime tre partite di campionato che, oltre a portare in dote 7 punti (vittorie con Fiorentina e Salernitana, pari pieno di rimpianti a Bergamo con l’Atalanta), hanno messo in mostra una formazione più quadrata. Sono stati due i gol incassati in questi 270 minuti, con una media di 0,66 reti subite per gara, mentre nelle prime nove giornate di campionato i gol al passivo erano stati 17 (media di 1,88 a partita). È cambiato qualcosa a livello tattico, senza però rinnegare i principi sarriani, ma applicandoli in maniera più elastica. Il pressing è meno esasperato, ma c’è sempre. Il baricentro è stato abbassato di qualche metro per evitare di lasciare praterie agli avversari. Ma è soprattutto mutata l’applicazione dei giocatori. Che dopo gli alti e bassi iniziali hanno adesso sposato il progetto sarriano senza remore.

I recuperati

—  

La crescita è stata collettiva, ma alcuni elementi si sono resi protagonisti di un salto di qualità sorprendente. È il caso soprattutto di Luis Alberto e Cataldi. Lo spagnolo fino a poche settimane fa era un separato in casa. Non riusciva a calarsi nel gioco di Sarri che gli chiedeva – oltre ai suoi numeri abituali – anche una maggiore disponibilità alla corsa e alla copertura. Sembrava un dialogo tra sordi e invece tecnico e giocatore si sono finalmente capiti. Così dopo le panchine delle scorse settimane, nelle ultime gare Luis Alberto è tornato titolare fisso e ha soprattutto ricominciato ad essere un protagonista assoluto. Diverso il discorso di Cataldi (che ieri ha festeggiato il suo bel momento con la prima convocazione in Nazionale). A inizio stagione Sarri non lo teneva in grande considerazione, il centrocampista romano – rivitalizzato dalle cure del tecnico – ha però scalato in fretta le gerarchie e ha soffiato a Leiva il posto di playmaker. La manovra della squadra ne ha beneficiato, Cataldi garantisce più corsa e dinamismo e la sua presenza è fondamentale per tenere corta la squadra.

Sarri 2025

—  

Sarri e suoi metodi hanno fatto breccia nell’ambiente biancoceleste e anche in società. Al punto che il club si accinge a offrirgli un prolungamento di due anni del contratto, pochi mesi dopo il biennale firmato al momento del suo arrivo alla Lazio. “Qui mi trovo benissimo” ha fatto sapere in più di un’occasione l’allenatore toscano. Che pensa di poter realizzare alla Lazio un progetto a lungo termine. “Questo è un anno di costruzione, l’obiettivo deve essere arrivare a fine stagione con la sensazione di aver creato qualcosa di duraturo”. Ma quella zona Champions a portata di mano può trasformare una stagione che dovrebbe essere solo di transizione in qualcosa di molto più interessante.

Precedente Il Milan al comando non è un caso: il Diavolo è tornato nel suo ambiente naturale Successivo Spezia, personalizzato per Bourabia e Agudelo

Lascia un commento