Superga 73 anni dopo: rivivi la giornata del ricordo del Grande Torino

In mattinata c’è stato il primo momento ufficiale al Cimitero Monumentale. Duemila tifosi per la seduta del Torino a porte aperte

Dal nostro inviato Mario Pagliara

4 maggio – torino

Oggi il calcio italiano e mondiale ricorda e omaggia il Grande Torino, a 73 anni dalla tragedia di Superga che trasferì una delle squadre più forti di tutti i tempi dal piano della storia alla dimensione della leggenda.

Torino si ferma tra preghiere, cerimonie, canti, poesie e rappresentazioni teatrali. Sarà una giornata lunga, finirà a tarda sera con l’illuminazione di granata della Mole Antonelliana e dei principali ponti sul Po del centro città.

Il primo momento ufficiale c’è stato alle 11.30 con la commemorazione ufficiale al Cimitero Monumentale sulle tombe di molti di quei sfortunati calciatori. Al cimitero era presente una folta rappresentanza del Torino, con i dirigenti e gli atleti del vivaio, alcune storiche bandiere come Renato Zaccarelli, il sindaco della città Stefano Lo Russo e molti familiari delle vittime, come Franco Ossola, figlio dell’omonimo attaccante del Grande Torino. Dalle 12.30 la squadra di Juric si è allenata a porte aperte al Filadelfia, poi dalle 16 sul colle di Superga tornerà la folla dopo i due anni di pandemia: dopo le 16, messa solenne nella Basilica di Superga, a seguire la lettura dei nomi dei 31 caduti sotto la Lapide.

i nomi

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Sul suo sito il Torino le ricorda tutte. Giocatori: Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Virgilio Maroso, Giuseppe Grezar, Mario Rigamonti, Eusebio Castigliano, Romeo Menti, Ezio Loik, Guglielmo Gabetto, Valentino Mazzola, Franco Ossola, Pierino Operto, Danilo Martelli, Rubens Fadini, Ruggero Grava, Giulio Schubert, Emilio Bongiorni.

Dirigenti e accompagnatori: Ernst Egri Erbstein, Leslie Lievesley, Arnaldo Agnisetta, Ippolito Civalleri, Ottavio Cortina, Andrea Bonaiuti.

Equipaggio: Pier Luigi Meroni, Antonio Pangrazi, Cesare Bianciardi, Celeste D’Inca. Giornalisti: Renato Casalbore, Renato Tosatti, Luigi Cavallero.

Don Robella

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Al Cimitero Monumentale è arrivato anche il presidente del Torino, Urbano Cairo. Don Riccardo Robella, padre spirituale del Toro, è stato il primo a parlare: “È importante venire qui oggi, perché i nostri ragazzi ci hanno regalato un sorriso. E oggi c’è molto bisogno di sorridere.

Ci hanno detto, giocando al calcio, che l’uomo è più forte di tutto. È ancora oggi ce lo raccontano. Siamo qui oggi perché abbiamo bisogno di ricreare ancora una volta bellezza”.

Il presidente

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Ha quindi preso la parola il presidente del Torino, Urbano Cairo: “Il Grande Torino è stato un motore di rinascita dopo la guerra e questo è parallelismo che dobbiamo fare, visti i giorni che stiamo vivendo: dobbiamo prendere esempio da questi giocatori e da questa squadra che oltre a battere tutti i record ha rappresentato qualcosa di assolutamente speciale. Dopo 73 anni siamo qui a ricordarli e saremo tanti, come sempre. Tante persone che non hanno conosciuto nessuno di loro, ma che li ricordano con un affetto, un amore, una passione e un trasporto che è qualcosa di unico. É una giornata speciale”.

l’allenamento

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Duemila persone in tribuna, ovazione per Juric, applausi per i giocatori : l’allenamento a porte aperte svolto al Filadelfia dal Torino a metà giornata è stato una festa davanti ai propri tifosi , nel nome del Grande Torino. Sono tornati a lavorare in gruppo Bremer e Pjaca , ancora a parte Warming ed Edera. Assente Djidji , colpito da un lutto familiare e autorizzato dal club a rientrare in Francia per qualche giorno . Juric ha fatto svolgere una partitella in famiglia a ranghi misti : gol di Praet , Lukic , Pobega e doppietta di Belotti.

colle

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Adesso tutte le attenzioni si spostano sul colle di Superga. È scattato il conto alla rovescia: la squadra al completo è attesa intorno alle 16.30. Guidata dal presidente Urbano Cairo parteciperà alla Messa solenne all’interno della Basilica. A seguire ci sarà il momento toccante della lettura da parte del capitano Belotti dei nomi dei 31 caduti sotto la lapide. Dopo un violento acquazzone, e pure una grandinata, a Superga è tornato il sole e i tifosi cominciano a raggiungere numerosi la sommità del colle.

il governatore Cirio

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“Il Grande Torino è un patrimonio di ogni essere umano, che travalica il Piemonte e l’Italia. Oggi siamo tutti granata”. Lo ha detto il governatore, Alberto Cirio, salito a Superga con un mazzo di fiori per ricordare gli Invincibili davanti alla lapide che riporta i loro nomi. “Questo è un luogo di pellegrinaggio, ma soprattutto è un pezzo della nostra piemontesità che vogliamo difendere per ripartire nel rispetto delle regole”.

messa a superga

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La squadra, guidata dal presidente Cairo e dal tecnico Juric, è arrivata alla basilica prima delle 17, dove adesso è in corso di svolgimento la Messa celebrata da don Riccardo Robella: “Erano quattro anni che mancavamo da Superga. Siamo tornati a casa. Siamo tornati con qualcuno di meno, penso a Cesare Salvadori. Siamo qui per mettere davanti a quella lapide il nostro cuore: qui il passato incontra il futuro”.

davanti alla lapide

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La Messa è terminata. Adesso tutti si sposteranno davanti alla lapide per la lettura dei nomi dei giocatori caduti 73 anni fa da parte di Andrea Belotti.

il toro lascia superga

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Prima di salire sul pullman e lasciare Superga, Ivan Juric si è detto “molto emozionato. Sono sensazioni diverse da tutte quelle che ho provato finora”.

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