Supercoppa, Napoli e Fiorentina per la finale: tutto sulla notte della verità

Non c’è niente da nascondere (tranne ovviamente la formazione) e non è poi il caso di andarsene in giro per il Mondo con la puzza al naso: si chiama Supercoppa, e stavolta a maggior ragione, perché c’è il meglio di questo Paese che sa essere affascinante pure attraverso il calcio; ma nonostante dei favolosi anni 80 sia rimasto poco, c’è sempre il modo per farsi spiare dal buco della serratura. Il Napoli di Spalletti è stato un esemplare più unico che raro dell’evoluzione moderna, ha riempito di sé gli occhi di chiunque – da Guardiola e Klopp in giù – e a Riyad c’è arrivato dopo aver dispensato tracce di un’eleganza (quasi) irripetibile che meriterà almeno in tribuna – come ospite di lusso – il designer d’uno scudetto vinto ufficialmente con cinque giornate d’anticipo ma conquistato passeggiando – anzi sfilando – con annunci diffusi mesi prima. E la Fiorentina, nel suo piccolo, è una raffigurazione in miniatura di quell’Idea, lo raccontano le statistiche che qualcosa suggeriscono e semmai spiegano: quasi due anni fa, al Maradona (10 aprile 2022) finì 3-2 per Italiano, che già aveva fatto del male a quel capolavoro in fase embrionale (il 10 gennaio) vincendo 5-2 negli ottavi di Coppa Italia e che poi l’avrebbe rifatto, ancora e in epoca diversa, l’8 ottobre scorso, con la prima picconata al modello-Garcia, destabilizzato in maniera possente e indotto talmente in confusione da sostituire – tutti assieme disperatamente – Zielinski, Lobotka e Osimhen. Bingo!

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