Supercoppa, 4 assi per rompere l’equilibrio: Calha e quelli che sanno come fare

Il turco più volte determinante, Zaccagni è stato l’uomo derby della Lazio, Bonaventura ha fatto crescere la Viola, Politano decide i finali del Napoli

Dal nostro inviato Luigi Garlando

17 gennaio – 13:27 – RIAD

Non che ci sia diventato familiare come il Duomo di Milano, ma ormai, a forza di tornarci per la Supercoppa, il Cavatappi suscita una certa simpatia. Lo chiamiamo così proprio in nome di una certa confidenza. In realtà, si chiama solennemente Kingdom Centre, domina Riad con i suoi 311 metri d’altezza e nel 2002, anno del battesimo, è stato eletto miglior grattacielo al mondo per design. Di notte la cornice superiore, che gli dà appunto una forma a cavatappi, cambia colore di continuo, con un certo fascino. In suo onore chiediamoci: chi sono i cavatappi di Inter, Lazio, Fiorentina e Napoli, cioè i giocatori più portati a stappare il match, a rompere l’equilibro che regna sempre sovrano in partite secche come queste?

INTER, INZAGHI PUNTA SU CALHA

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Simone Inzaghi ha una batteria di cavatappi eccellenti, ma, dovendo sceglierne uno, diremmo Calhanoglu. Ripensiamo ad Atalanta-Inter, quarta giornata. Primo tempo non facile, Dea aggressiva e padrona, poi il turco ha una visione e imbuca un corridoio invisibile: rigore su Darmian e Calha lo realizza. Primi tempi complicati anche con Napoli e Udinese e anche lì due gol poco prima del tè di Hakan che ha stappato dal dischetto anche l’ultima goleada di Monza. Esterni da dribbling, trequartisti poetici, incursori da gol sono arnesi sempre più preziosi in un calcio sempre più atletico e tattico. La tecnica è l’antidoto alla tattica. Calha ha tiro, tocco, visione: tutto ciò che serve a scardinare. E ha già eguagliato il suo record in campionato: 9. Sta bene.

LAZIO, SARRI SI AFFIDA A ZACCAGNI

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Anche il più affidabile cavatappi di Maurizio Sarri porta il numero 20. Con l’involuzione e gli infortuni di Immobile, con le altalene di Luis Alberto, con la partenza di Milinkovic-Savic che ora lavora nella città del Cavatappi, Zaccagni ha guadagnato sempre più i gradi da protagonista. Se c’è un tappo difficile da togliere è quello di un derby, specie quello romano, zavorrato da tonnellate di pressione. Mattia lo ha appena fatto, in Coppa Italia, picconando in modo decisivo la statua di Mou appena abbattuta. In campionato ha spezzato anche l’equilibrio di Verona-Lazio 1-1, in quello scorso, su 10 gol segnati, la metà hanno sbloccato il risultato. La facilità di conduzione, l’abilità tecnica in dribbling e controllo, il cambio di passo e l’accelerazione complicano la vita di chi lo marca. Venerdì attaccherà la fascia più protettiva dell’Inter (Pavard, Darmian/Dumfries) e sarà una delle pedine più importanti dello scacchiere tattico.

FIORENTINA, C’è IL JOLLY BONAVENTURA

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Giacomo Bonaventura è un cavatappi multiuso, tipo il coltellino svizzero, nel senso che ha l’attrezzatura di fascia e quella del trequartista. Da questo galleggiamento offensivo, orizzontale e verticale, nascono le sue idee stappanti. Sono suoi i gol che hanno spezzato l’equilibrio e innescato due vittorie importantissime contro avversarie dirette per il quarto posto: Atalanta (3-2) e Bologna (2-1). E aggiungiamoci il gol al Maradona che ha riportato avanti la Fiorentina, dopo l’1-1, e determinato un successo sul campo dei campioni d’Italia, fondamentale nel processo di crescita e d’autostima. Domani Jack ci riprova contro il Napoli nella speranza di arrivare alla finale di lunedì che farebbe fare alla Viola un altro step di convinzione. Magari contro l’Inter capolista che ospiterà alla ripresa del campionato. In quello scorso, a San Siro: 0-1, gol di Bonaventura, cavatappi multiuso.

napoli, occhio a politano

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Matteo Politano, finora, è stato il migliore con Kvara, nella disgraziata stagione del Napoli che, anche domani, confiderà nei suoi guizzi, come ha fatto fin dalla prima partita a Frosinone. In svantaggio quasi subito, Politano ha stappato il campionato con il gol del pareggio. Ha rotto l’equilibrio anche a Verona e, contro il Milan, in doppio svantaggio, ha rotto la rassegnazione e avviato la felice scalata al 2-2. Guizzi di fede, al calar della speranza, nel pareggio strappato a Marassi e nella vittoria acciuffata a Salerno. L’abilità di caracollare e nascondere fino all’ultimo la scelta (profondità o sterzata al centro) è gran parte della sua pericolosità. In questa breve tratta (fascia-limite dell’area) cova le idee per spaccare il match. Domani si parte con Napoli-Fiorentina, lunedì si chiude con la finale. All’ombra del Cavatappi.

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