Stramaccioni: “Inter favorita anche per lo scudetto. Ma occhio a Ibra l’alieno”

“Eriksen deve giocare sempre, il derby si decide in mezzo al campo. Lukaku fondamentale per tutta la manovra, Zlatan uomo da match point”.

Luca Taidelli @LucaTaidelli

19 febbraio – Milano

Il derby più bello all’esordio, un bilancio di due successi e un pareggio, l’impresa in casa della Juve, dopo aver vinto la Champions baby (Youth League). Andrea Stramaccioni all’Inter è rimasto poco più di una stagione tra il marzo 2012 e il 2013, ma ha lasciato il segno. Il tecnico romano inquadra Milan-Inter, la supersfida di domenica in cui le milanesi dopo un decennio tornano a sfidarsi da prime delle classe.

Stramaccioni, partiamo dalle sue sfide al Milan. Quale la più bella?

“Ricordo bene l’esplosione di rabbia e gioia sotto la Nord dopo il derby vinto in dieci con gol di Samuel e l’abbraccio di Maicon dopo il gol che chiudeva lo spettacolare derby del 4-2. Sento ancora quell’urlo e mi viene tristezza pensando che il derby più importante degli ultimi dieci anni sarà senza pubblico. La vera magia di un derby a San Siro sono i tifosi”.

Il sorpasso Inter proprio nella settimana che porta al derby può pesare sulla sfida?

“Il sorpasso aumenta molto la pressione sui rossoneri perché in caso di sconfitta sarebbe un colpo durissimo alle ambizioni di vertice, mentalmente più che a livello di classifica”.

La stanchezza per l’impegno di Coppa del Milan sarà un fattore?

“L’Europa League giocandosi di giovedì è sempre un potenziale fattore per la gara successiva , ma allo stesso tempo il Milan ha avuto l’occasione di ‘tornare a vincere’ prima di giocare il derby. E comunque Pioli a Belgrado ha risparmiato diversi titolari”.

L’Inter potrebbe avere altri pensieri, legati alle vicende societarie. Lei era sulla panchina nerazzurra quando Moratti iniziava a pensare alla cessione. Sono cose che influiscono sul campo?

“La squadra deve essere protetta da qualsiasi vicenda investa il club. Ci sono persone preposte a questo e i giocatori stanno concentrando l’energia nella giusta direzione”.

Cosa ci hanno detto i due derby precedenti per inquadrare quello di domenica?

“In entrambi il Milan è partito fortissimo ma la partita poi l’ha sempre condotta prevalentemente l’Inter. Anche se nella sfida di Coppa ovviamente ha pesato l’espulsione di Ibrahimovic”.

Il Milan preferisce fare la partita e occupare la metà campo avversaria. L’Inter ti aspetta e riparte. Che gara si aspetta tatticamente?

“Queste sono le caratteristiche generali delle due squadre, che però hanno moduli diversi che prevedono zone di pressione e di attesa non speculari e perciò da preparare con attenzione. L’Inter ha un palleggio codificato ed è arrivata ad un ottimo livello di gestione della palla, soprattutto con innesto di Eriksen. Non mi aspetto un Milan con un’aggressione iniziale alta ma piuttosto lo immagino attento a coprire le zone nevralgiche del gioco e a sfruttare con tecnica e velocità qualsiasi errore interista. Sappiamo che negli spazi entrambe le squadre sanno essere devastanti e soprattutto il Milan nei due derby precedenti li ha sfruttati benissimo”.

Dove si deciderà il derby?

“I duelli Lukaku-Romagnoli e De Vrij-Ibra saranno molto importanti, ma spesso le gare si decidono a centrocampo. Bennacer-Kessie-Calhanoglu contrapposti a Brozovic-Barella-Eriksen. Difficile scegliere, sicuramente per il momento di forma vedo meglio il trio nerazzurro”.

Quanto è importante Brozovic per far girare l’Inter e quindi decisivo il lavoro di Calhanoglu per schermarlo?

“Brozovic è il giocatore chiave che detta gran parte dei tempi di uscita della manovra nerazzurra. Tutte le squadre che lo hanno ‘asfissiato’ hanno fatto perdere fluidità alla costruzione bassa interista e tutti i palloni che arrivano davanti risultano più sporchi. Ma non mi aspetto un Milan ultra-aggressivo, bensì attento e pronto sulla seconda linea di passaggio. Anche per gestire le energie”.

E Barella, come si ferma?

“Che duello con Kessié. Giocatori straordinari, i motori delle due squadre. Barella sta benissimo e cresce di partita in partita, mentre ho l’impressione che Kessié per essere devastante come sa abbia bisogno che girino bene anche compagni di reparto. Se il centrocampo rossonero trova le misure e i tempi di gioco giusti, lui sarà devastante”.

Theo e Hakimi, chi vince il duello tra le frecce?

“Hakimi è uno dei fuoriclasse di questa Inter , rappresenta come si dice in gergo un’uscita allo sviluppo del gioco nerazzurro. Con caratteristiche diverse, mi ricorda alle volte la pericolosità che aveva Maicon nell’Inter del Triplete. Quando cambi gioco su Hakimi sai che si può generare un pericolo. E’ sempre più decisivo negli ultimi 16 metri. Theo ha i mezzi atletici per non soffrirlo ma molto dipenderà dal suo compagno di fascia perché spesso contro Lukaku e Lautaro ‘chiamano’ il terzino di parte opposta a legarsi con i due centrali difensivi ed è in quel momento che la cooperazione con l’esterno alto diventa fondamentale per contenere il quinto nerazzurro. Prevedo scintille su quella corsia”.

Come vede Eriksen mezzala?

“Spero che Conte continui a schierarlo. Ho sempre detto e pensato che Eriksen, una volta entrato nei meccanismi , potesse essere l’uomo in grado di far cambiare marcia, spessore e livello al centrocampo nerazzurro. In Italia si pretende che un nuovo si inserisca e faccia subito la differenza. Invece serve tempo, a maggior ragione per entrare in un gioco cosi consolidato e codificato come quello di Conte e diverso dalla libertà che lui aveva nel Tottenham. Se il danese non partisse dall’inizio sarei un po’ deluso e sarebbe un passo indietro alla potenziale crescita nerazzurra”.

All’andata il Milan approfittò delle incertezze di D’Ambrosio e Kolarov. Quanto cambia gli equilibri avere Skriniar e Bastoni?

“Bastoni e Skriniar sono nel loro contenitore tattico ideale, nella posizione che conoscono meglio e a mio avviso con la difesa a tre sono anche cresciuti tantissimo individualmente. Specialmente con Calhanoglu che si muove tra le linee, i due centrali esterni spesso saranno chiamati a delle scalate e delle uscite molto aggressive che li porteranno a difendere fuori dalla loro ‘comfort zone’ poiché si troveranno ad accorciare sul secondo giocatore che a turno insieme ad Ibra attaccherà la parte centrale della difesa nerazzurra. Tempismo , senso dell’anticipo e capacità di lettura delle diverse situazioni faranno la differenza”.

Che idea si è fatto del litigio Ibra-Lukaku?

“Scontro fra Titani , in questo momento i due simboli indiscussi di Inter e Milan, l’ultimo round lo ha vinto Lukaku. Ma è vero che queste sono le partite in cui Zlatan fa la differenza”.

Crede che ci saranno strascichi domenica?

“La testa sarà alla gara e far vincere la propria squadra è l’unica cosa che conta, ma pensare che non ci saranno strascichi è difficile. Anche perché il litigio è recente”.

Chi sarà più decisivo tra i due bomber domenica?

“Ibrahimovic come abilita di trasformare qualcosa di normale in una giocata decisiva , mentre Lukaku sarà più importante e decisivo per lo sviluppo di qualsiasi trama di gioco della manovra nerazzurra. Vedo Zlatan più da match point. Categoria alieno…”.

Chiudiamo con un pronostico, anche sulla corsa scudetto.

“L’Inter ora è molto solida, compatta, ultimamente subisce poco. Come valore della rosa e assenza di impegni infrasettimanali, l’Inter resta la grande favorita per lo scudetto. Nel derby vedo meglio i nerazzurri sia per analisi tecnica sia per motivi di cuore. Il popolo interista merita queste soddisfazioni e vincere domenica significherebbe finalmente tornare a far sognare tutti dopo anni”.

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