Stadi riaperti e lotta al razzismo: serve una rivoluzione culturale

Dall’ultimo episodio occorso a Koulibaly a Firenze fino a quello di Zoro, che abbandonò il campo 16 anni fa. Il ritorno del pubblico allo stadio non dev’essere una scusa, ma l’incentivo a cambiare

Il rischio, davvero, è di tornare esattamente indietro di trent’anni. Già, perché trent’anni fa in Italia ci fu, per la prima volta, un’interrogazione parlamentare su un tema preciso: il razzismo nel calcio. Ma anche perché sedici anni fa, era il 2005 – con un coraggio pari all’esasperazione che stava provando – il terzino Zoro si fermò, prese il pallone, lo consegnò all’arbitro e si diresse verso lo spogliatoio. Non ne poteva più di “buu” e ululati: per lui lo spettacolo finiva lì.

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