St. Pauli, il derby della storia: può umiliare l’Amburgo e tornare in Bundesliga

Anche il calcio tedesco quest’anno potrebbe avere il suo “Milan-Inter”, un derby decisivo nel quale una delle due può raggiungere un obiettivo e allo stesso tempo estromettere l’altra dall’inseguire il proprio. In palio non c’è uno Scudetto, come nella stracittadina della Madonnina che ha dato il tricolore ai nerazzurri a spese dei rossoneri, ma un obiettivo comunque molto ambito da entrambe: la promozione in Bundesliga. E ad averla a portata di mano è il St. Pauli, che vincendo in casa dei “cugini” dell’Amburgo potrebbero garantirsela, fermando allo stesso tempo la rincorsa degli arci-rivali.

Un derby storico e sentito

Non è mai stata una sfida di alta classifica, ma la storia dietro al derby di Amburgo racchiude l’essenza della cultura calcistica nella città del nord della Germania. Da una parte i nobili, i vincenti, la squadra dei ricchi che ha scritto pagine di storia del Fussball, vinto una Champions League nel 1983 che la Juventus si ricorda amaramente, avuto tra le sue fila fenomeni e giocatori iconici, da Uwe Seeler a Kevin Keegan fino ai più recenti Van der Vaart o Van Nistelrooy, solo per grattare la superficie.

Dall’altra, invece, i Kiezkicker, la squadra del quartiere meno politicamente corretto della città, identificati appieno con il loro territorio periferico, libertino, da sempre politicamente schierato e attivamente impegnato nel sociale. Tutti aspetti che lo hanno reso un club di culto ad ogni latitudine del globo.

Va da sé che le sfide abbiano un sapore che va oltre il campo, che siano state in Bundesliga, in Zweite Liga (come capita dal 2018 ad oggi) o nelle coppe nazionali, che si siano giocate nel maestoso e imponente Volksparkstadion, la casa dell’HSV, o nel catino infernale del Millerntor, la casa del St. Pauli. E non è una sfida così ricorrente, se consideriamo che nella gran parte delle stagioni le due squadre sono state in categorie differenti: sempre nella massima serie l’Amburgo, più giù il St. Pauli. I precedenti coplessivi sono ‘solo’ 30.

La promozione in palio

Mai come questa volta però il derby rischia di restare nella storia. Perché una cosa che non è mai successa dalla fondazione della Bundesliga a girone unico nel 1963 è stata vedere il St. Pauli in prima divisione e l’Amburgo in seconda. Anche perché fino al 2018 quest’ultimo non era mai retrocesso: una volta sceso è poi rimasto nel pantano, senza più uscirne.

Vedere i rivali cittadini salire è già di per sé una beffa per i Rothosen, figurarsi vederli salire con… una vittoria al Volksparkstadion. Sì, perché venerdì il St. Pauli – primo in classifica e a +7 sul terzo posto valido per lo spareggio contro la terzultima della Bundesliga – vincendo potrebbe guadagnarsi la promozione in massima serie vincendo e allo stesso tempo costringere l’Amburgo a restare un altro anno nella seconda divisione tedesca: è quarto a -4 dal Fortuna Düsseldorf, a cui basterebbe vincere una delle tre gare rimanenti. Insomma, una beffa epocale che il St. Pauli ha tanta, tantissima voglia di portare a termine.

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