Spezia-Milan 2-0: Maggiore-Bastoni, la Juve resta a -7 da Pioli

LA SPEZIA Il ko della Juventus a Napoli aveva servito su un piatto d’argento al Milan capolista la ghiotta opportunità di spedire a -10 una delle dirette concorrenti per lo Scudetto. All’Alberto Picco, però, i ragazzi di Pioli rimediano una vera e propria lezione di calcio da uno Spezia fluido, dinamico, arrembante, che si impone 2-0, un risultato netto ma che neppure rispecchia in toto quanto visto in campo. Le precise triangolazioni, i repentini cambi di gioco, l’ex Saponara particolarmente ispirato e un Agudelo in serata di grazia annichiliscono i rossoneri sin dalle prime battute. Decidono le reti – entrambe bellissime – di Maggiore e Bastoni, due prodotti del vivaio spezzino. Domani l’Inter può portarsi in testa alla classifica di Serie A.

Le scelte di Italiano e Pioli

Italiano recupera Galabinov, che parte però dalla panchina: nel reparto offensivo, orfano di Farias, c’è Agudelo falso nueve, con Gyasi e l’ex della sfida Saponara alle sue spalle. Erlic anziché Terzi in un quartetto difensivo a protezione di Provedel completato da Vignali, Ismajili e Bastoni, mentre nel cuore del campo stazionano Ricci, Maggiore ed Estevez. Pioli conferma il 4-2-3-1 dove, oltre agli inamovibili Donnarumma e Ibrahimovic, posti agli antipodi nel rettangolo verde, la retroguardia risponde ai nomi di Dalot, che sostituisce lo squalificato Calabria, Kjaer, Romagnoli e Theo Hernandez, in mediana ci sono Kessié e Bennacer, mentre Saelemaekers, Calhanoglu e Leao occupano la trequarti. Solo panchina per Mandzukic, problemi per Rebic nel prepartita.

Tanto Spezia nei primi 45′, ma il Milan resiste: 0-0

Intensità, qualità, occasioni in sequenza e un miracolo di Donnarumma: è la fotografia di un primo tempo dominato dallo Spezia, con la capolista costretta a giocare di rimessa, affidandosi a qualche sporadico contropiede. Passano appena undici minuti e Agudelo, confermato falso nueve da Italiano, se ne va in dribbling nel cuore dell’area milanista, senza riuscire a crearsi lo spazio necessario per battere a rete. Tempo centoventi secondi e, sugli sviluppi di un angolo, Saponara si gira in un fazzoletto, mandando a vuoto Bennacer con un delicato controllo mancino, e spara in porta col destro, costringendo il portiere rossonero classe ’99 ad una super parata. Gli ospiti si vedono per la prima volta al 26′, con un insidioso colpo di testa di Theo Hernandez su una punizione calciata da Calhanoglu, e bissano l’analoga situazione al 31′, quando da un corner svetta in mezzo Romagnoli, senza fortuna. Il pressing ligure, valorizzato da un gioco fluido che alterna precise triangolazioni ad improvvisi cambi gioco, regala al 38′ una chance importante ad Estevez che, servito da Agudelo, si fa rimontare in extremis dal capitano del Milan.

Maggiore-Bastoni: Spezia-Milan 2-0

Si riparte senza cambi e il copione sembra il medesimo della prima frazione: ghiotta occasione per Saponara già al 47′ dopo una gran giocata di Agudelo, Dalot si immola e manda su tutte le furie Italiano, preoccupato dalla poca concretezza in avanti. Lo Spezia è una meraviglia, il pallone circola in maniera fluida e un Milan in trincea si salva ergendo una muraglia a protezione di Donnarumma sul triplo tentativo di Gyasi, Agudelo e Bastoni (54′) e concedendo soltanto il male minore (un tiro dalla bandierina). Il gol è ormai nell’aria e il risultato muta al 56′: Agudelo strappa il pallone a Theo Hernandez, salta Bennacer e serve Gyasi, uno-due e suggerimento in mezzo per Ricci, scivolata disperata di Romagnoli a pochi metri dalla linea di porta che diventa di fatto un assist per Maggiore: azione splendida, finalizzata dal centrocampista prodotto del vivaio ligure (con un trascorso nelle giovanili del Milan) e 1-0 Spezia. Pioli attinge a nuove risorse (dentro Mandzukic, Meité e Tomori), ma al 67′ i padroni di casa reclamano un calcio di rigore, costretti ad accontentarsi di una punizione dal limite per questione di centimetri, preludio al 2-0: piattone di Estevez al centro e mancino di prima intenzione di Bastoni (altro ‘canterano’), con la sfera che dà un bacio al palo prima di insaccarsi alle spalle di Donnarumma. È il gol che fa calare il sipario sull’incontro, con 20′ finali di disperati e confusionari attacchi rossoneri (chance per Mandzukic soltanto al 91′), mentre Acampora sfiora il 3-0 un attimo prima del triplice fischio dell’arbitro, centrando in pieno l’incrocio dei pali.

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