Spalletti torna da ex a San Siro: “Prendo insulti da tante parti, penso al mio lavoro…”

Il tecnico toscano ha parlato alla vigilia della sfida con l’Inter: “Al posto di Politano posso schierare Elmas o Lozano”

Non cerca alibi e non toglie fascino alla sfida di Milano, Luciano Spalletti. Lo fa anche aprendo il suo libro di ricordi interisti senza risparmiare qualche sottolineatura critica alle scelte del club nerazzurro. Si parte dall’indisponibilità di Politano: “che si fa, lasciamo il dubbio che basta manchi un giocatore per non dare il massimo? Siamo stati diverse volte con delle assenze ma siamo andati sempre in campo per dare tutto e così sarà. Del resto la felicità è nascosta dietro queste difficoltà. Se devi sostituire uno o due calciatori e abbassi lo sguardo, poi non potrai raggiungere obiettivi importanti. Io in vent’anni di carriera non mi sono lamentato mai. Sarebbe come dire alla squadra non possiamo farcela da soli. I problemi non finiscono mai ma anche le soluzioni: se ne trovano sempre”.

La sfida

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“Verrà fuori una partita che le due squadre cercheranno di vincere. Ognuno starà in campo a proprio modo. Loro sono bravi ad occupare gli spazi sulle fasce. Inter squadra fortissima, a prescindere dai risultati, anche con Inzaghi. Dovremo vedere come incidere nelle zone in cui loro piace tenere il possesso. Partita Importantissima ma non definitiva. Come dice Simone”. Dice Spalletti.

L’amardcord

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“I fischi e gli insulti li ho presi da varie parti. Ho finito all’Inter perché mi hanno mandato a casa e non ho detto niente. Ma delle valutazioni vanno fatte. Perché se uno ha la possibilità di spendere 240 milioni di stipendi e non 100, è una cosa diversa. Perché a quel punto i giocatori li prendi dal Chelsea e dal Manchester United”. Sottolinea Spalletti e ogni riferimento agli acquisti di Lukaku & Co. con l’arrivo di Antonio Conte non è puramente casuale. Luciano si apre: “Per me il passato non è mai passato. Sono curioso anche io di vedere come reagirò a San Siro. Una esperienza che mi ha dato tanto, ringraziare i tifosi al di là di come mi accoglieranno. Ringrazio i giocatori con cui c’è grande stima. Vado orgoglioso anche di aver ridato forza a una conformazione delle piante alla Pinetina, insieme ai giardinieri. La Cappella dedicata ad Angelo Moratti, momenti belli. Emozioni forti che mi porto dentro”.

La differenza nei club

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Spiega Spalletti: “All’Inter c’era un presidente di una nazione differente, ma il figlio era presente spesso a Milano. La situazione la guardava esternamente il figlio, il papà è venuto poche volte. De Laurentiis invece la vive direttamente. Ci sentiamo spesso telefonicamente perché vuole sapere le cose. Segue più da vicino, ti fa sentire la presenza”.

Messaggio a Lozano

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Sulla sostituzione di Politano spiega Spalletti. “Posso usare Elmas o anche Lozano. Ho parlato col messicano, che ha avuto tante ore di viaggio. È voglioso, è sempre molto positivo, professionale. È normale abbia ambizioni, poi mi auguro che a fine stagione riceva interessi di club che lui ritiene più importante. Significherebbe aver raggiunto gli obiettivi. L’anno scorso, rimanendo fuori dalla Champions, richieste non ce ne sono state…”.

Koulibaly leader

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Spalletti non nasconde il suo fascino per i giocatori di personalità e conclude raccontando un episodio capitato in allenamento a Koulibaly: “È rimasto col ginocchio bloccato a terra e ha sentito male. Si è fermato l’allenamento e in un attimo pure i magazzinieri erano accanto a lui. Tutti guardavano in attesa della sua reazione. Ecco non mi interessa se Maradona fosse il più grande, ma l’importante è quello che ha lasciato dopo. Vogliamo essere tutti Koulibaly perché è una persona straordinaria”.

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