Spalletti: “Sarri Masaniello del calcio, a casa vedevo tutte le sue partite”

Il tecnico della capolista sul collega della Lazio: “Il capopopolo di una rivolta di vedere questo sport, a Castelvolturno ci sono ancora le linee che faceva lui…”

Non si sente alternativo a Sarri, Luciano Spalletti anzi valorizza il lavoro del collega. E articola la spiegazione: “Ci portiamo dietro una cultura di lavoro, un modo di stare in campo che era caratteristica di giocatori che sono stati qua. Con Sarri abbiamo cose simili. Ci piace andare in tuta…”.

Scherza un po’ Luciano ma poi sulla discussione che ha tenuto banco in settimana ci tiene a precisare: “Il possesso palla ti dà la possibilità di decidere dove vuoi andare a giocartela. In questo Sarri è stato un Masaniello da un punto di vista calcistico, si è reso capopopolo di un nuovo modo di vedere le cose. Io in tv sceglievo di vedere il Napoli di Sarri. Quando ho potuto. Lui è più ordinato di me come quadratura tattica. Anche con la Lazio fa un gioco bellissimo. Sono un corpo unico, e non è facile trovare una finestra aperta”.

QUEI SOLCHI METAFORICI

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Spalletti è sinceramente affascinato dal lavoro del collega che stima “e trovo sempre interessanti le sue riflessioni”. Poi aggiunge un particolare fra il metaforico e il reale: “Sui campi qui a Castel Volturno ci sono ancora i solchi sulle linee di passaggio dei giocatori. Questo è importante per me. Dei paragoni non mi interessa”.

ENTUSIASMO

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Venerdì stadio pieno contro la Lazio: “I tifosi non diano retta a chi vorrebbe farci alzare le mani dal volante per farci esultare, quando ancora ci sono diverse curve pericolose. Il +18 non deve avere importanza. Dobbiamo giocarle sempre come a Empoli in 10, rispettando l’avversario e cercando di battere tutti. La battaglia che ho fatto dall’inizio è stata di riportare allo stadio i tifosi. La nostra felicità è maggiore quando vedi felici i nostri tifosi. Tutto per lei. Vedere esplodere di gioia la città: è quello che ci piace vedere”.

UN NUOVO CICLO

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Spalletti non vuol parlare delle scelte future, però stavolta sottolinea un concetto importante: “Giuntoli è stato bravissimo ad avere individuato questi giocatori qui. Poi c’è da vedere se la società te li compra, se no bisogna sterzare. Perché un presidente deve stare attento a tante cose. Ora sì, è nelle condizioni di aprire un ciclo. Prendete Elmas: se un giorno viene e mi chiede ‘Cosa devo fare di più per giocare?’. Sarei in difficoltà. Raspadori è il futuro della Nazionale, il club ha investito tanto, eppure l’ho fatto giocare poco. Io su Gaetano ci scommetto. Anche Zerbin ha una voglia di crescere. Ecco perché ancora ci sono grandi margini di crescita. La nostra rosa è profonda. Ma lo sono anche le altre…”.

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