Spalletti: “Napoli, niente è impossibile quando la squadra gioca così”

Il tecnico frena gli entusiasmi dopo il 4-1: “Non è stata una lezione, non mi piace questa presunzione: è stata solo una bella partita. Ora dobbiamo pensare ad allenarci bene”

Un trionfo indimenticabile, una serata che i presenti allo stadio racconteranno a lungo. A partire da Aurelio De Laurentiis. “La ricorderò per sempre. Un grande orgoglio essere il presidente di questa squadra, magistralmente guidata da Spalletti e il suo staff. Bravi tutti e grazie grazie grazie al pubblico del Maradona” ha scritto, dopo l’enorme vittoria sul Liverpool, il presidente del Napoli.

Il tecnico, d’altro canto, cerca di rimanere lucido e smorzare l’entusiasmo. “È un risultato importante, perché poi le misure vengono sempre prese in base a chi è l’avversario di queste prestazioni. Col Liverpool questo risultato fa un po’ di clamore, ma ciò che è fondamentale è saper giocare sempre il nostro calcio indipendentemente da chi abbiamo davanti e soprattutto senza andare a sprazzi. È questo che determina il livello di personalità. Non si firma mai per un risultato, significherebbe che la squadra ha dei limiti, invece nel collettivo ci sono diverse soluzioni per vincere le partite. Niente è impossibile quando c’è questa disponibilità. Non è stata una lezione, non mi piace questa presunzione: è stata solo una bella partita. Ora dobbiamo pensare ad allenarci bene” ha spiegato nell’intervista concessa a Prime Video. Spalletti negli scorsi giorni è stato operato per la frattura della clavicola. Ma questo non ha inciso sul modo in cui ha vissuto la gioia di questo successo: “Non avrei esultato molto in ogni caso, c’era da tenere in allerta i giocatori perché basta un dettaglio per cambiare la psicologia della partita e complicarla. Per dieci minuti, dopo la doppia sostituzione, abbiamo lasciato a loro l’iniziativa. Posso dire che è stato un inizio positivo”.

Emozione Cholito

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La commozione di Giovanni Simeone è probabilmente l’istantanea più bella. Guarda il tatuaggio di un pallone sul braccio sinistro che ha baciato dopo il gol, con gli occhi lucidi. “A 14 anni, il mio sogno era giocare la Champions e oggi sono qui. Volevo arrivare fino a questo momento, l’ho sempre desiderato. Sono emozionato, ho lottato tanto per arrivarci. Me lo sentivo che avrei segnato, ero pronto. Ho sempre voluto un’occasione e l’ho avuta, non ho sbagliato per fortuna e ora bisogna pensare soltanto a questa bellissima notte. Abbiamo fatto una grandissima partita tutti insieme, battere un avversario così importante ci dà tanto valore. Ci sono tante persone che non hanno creduto in me. Ho chiamato mio padre come faccio prima di ogni partita, mi ha detto che se fossi entrato avrei dato tanto. È stato suggestivo sentire i napoletani gridare il mio nome nello stadio intitolato a Maradona e l’urlo della Champions, i tifosi ci fanno dare qualcosa in più” ha raccontato l’argentino al fischio finale su Prime Video. Più contenuta invece la soddisfazione di Zielinski, autore di una doppietta. “La cosa più importante è aver dominato, sconfiggendo una formazione di campioni. Siamo contenti ma siamo solo all’inizio del girone e ci attendono altre partite difficili da giocare. I nuovi arrivi sono tutti ottimi calciatori e bravi ragazzi, si sono ambientati subito: non ci resta che goderceli”.

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