Spalletti: “Io come un rabdomante del calcio azzurro. In Germania ci spingerà il tifo degli italiani”

L’allenatore della Nazionale ha parlato a 360° a “Un anno di sport”, lo speciale in onda su Rai 2: “La sentenza Superlega? È il frutto di un mondo in cui si sta perdendo lo stupore di Davide che batte Golia…”

Mario Canfora

1 gennaio 2024 (modifica alle 22:08) – ROMA

È stata un’annata magica, per Luciano Spalletti. Prima lo scudetto col Napoli (e in Italia non aveva mai vinto un campionato), poi la chiamata in Nazionale (dopo le dimissioni di Mancini) e la qualificazione all’Europeo. A “Un anno di sport”, speciale in onda su Rai 2, il c.t. azzurro nell’intervista di Alessandro Antinelli rispolvera il passato: “Ricordo tutto del Mondiale del 2006 in Germania: il blocco creato da Lippi, al quale mi accomuna solo, al momento, l’essere come lui toscano… La sequenza dei cinque rigoristi sicuri di segnare in finale… Ogni contrasto dietro il quale c’era tutto il muscolo della squadra. La finale poi non l’ho vista: l’ho vissuta con i miei due figli, allora di 14 e 11 anni, urlando a ogni rotolata del pallone e finendo in un grande abbraccio collettivo”. 

spinta

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Spalletti si aspetta una grande spinta dagli italiani in Germania al prossimo europeo. “Ci trasmetteranno amore e senso appartenenza, è anche per loro che non dovremo risparmiarci neanche un centimetro. Il mio ruolo ha connotati di rabdomante. Il mio dovere è guardare, osservare, scoprire tutto ciò che può fare esultare la gente. Sono venuti fuori Kayode, Ranieri, Koleosho, Casadei che avevamo nel mirino da un po’. Bove è oramai una certezza, mi è piaciuto nell’ultimo periodo l’atteggiamento di Lucca, e poi Prati, Calafiori che è una certezza a sinistra e al centro, ed è pronto per la Nazionale”. 

paragone scudetto con…

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Spalletti ha poi risposto alla domanda sul paragone tra lo scudetto del Napoli e la qualificazione a Euro 2024. “Il primo è stato un memorabile viaggio collettivo su binari del sogno e della follia: sembrava impossibile anche nei sogni – le sue parole -. La qualificazione europea è invece la voce che sale dal fondo del pozzo in cui eravamo caduti e che urla al mondo che ci siamo anche noi e siamo più vivi che mai. Ci permette di andare in Germania a difendere il titolo vinto nel 2021, ma c’è ancora tanto lavoro da fare”. Per il nuovo anno, Spalletti si augura di “essere giusto. Dover farmi carico di situazione complicate mi rende felice, appartengo a quella generazione di persone per le quali far parte della Nazionale fa battere forte il cuore. Ecco, il mio augurio è che questa felicità possa toccare tanti italiani”. 

de laurentiis e gravina

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Spazio inevitabile alle differenze tra De Laurentiis e Gravina: “Sono come giorno e notte, uno è imprenditore l’altro da sempre uomo di calcio, è giusto ci siano approcci diversi. È innegabile che siano entrambi presidenti vincenti, stanno facendo cose importanti per il nostro calcio. La cosa che mi è piaciuta di più di Gravina è avermi messo da sempre a mio agio, dimostrandomi stima e mettendo al centro i valori del calcio italiano e dei giovani. La Nazionale dovrebbe essere la copertina del catalogo del calcio che produciamo. In tanti Paesi hanno investito nei club ma senza i risultati della nazionale non hanno attirato attenzione mondiale. È interesse di tutti valorizzare la Nazionale per vendere al meglio il nostro calcio”. 

superlega

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Non poteva mancare l’accenno alla Superlega. “È il frutto di un mondo in cui si sta perdendo lo stupore di Davide che batte Golia. Stiamo perdendo i buoni odori e sapori di un tempo, quelli della terra, della tradizione – le parole di Spalletti -, della gente in festa attorno a una bandiera. È come se il domani fosse tutto da inventare e scritto dalle regole dei potenti. Qualcuno vuole imporre quale sia l’unico calcio da guardare, non hanno capito che finché ci sarà un pallone e spazio per due porte la gente continuerà a scegliere il calcio che più la appassiona”. 

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