Spalletti convoca Del Piero, Baggio e Totti per l’Italia: “Campioni stimolanti”

Manca sempre meno all’inizio degli Europei in programma dal mese di giugno in Germania. Un torneo a cui l’Italia arriverà da campione in carica, con il compito di riscattare la cocente non qualificazione agli scorsi Mondiali. La manifestazione sarà anche la prima grande occasione per Luciano Spalletti dopo aver assunto la guida degli azzurri subito dopo la conquista dello scudetto con il Napoli. Proprio di questo ha parlato il ct a margine di un evento di Sport Human Factor a Roma nel giorno della finale di Coppa Italia tra Juventus ed Atalanta.

Spalletti chiama Del Piero, Baggio e Totti: “Possono dare tanto all’Italia”

L’allenatore è tornato a parlare della sua idea di portare a Coverciano, per gli allenamenti pre-Europei, quattro grandi numeri 10 della storia della Nazionale come Alessandro Del Piero, Roberto Baggio, Francesco Totti e Giancarlo Antognoni: “Voglio trovare delle situazioni che stimolino al massimo i giocatori. Per esempio il fatto di chiedere ai numeri 10 di venire tutti a farsi vedere diventa importante. Da lì si può imparare qualcosa avendo davanti queste qualità cariche di fantasia, di estro, di giocate che vengono in maniera naturale perché sono nati campioni. Ci si può trarre la sfumatura che si riesce poi a riprodurre dentro al campo”. Quindi un commento sulla possibile presenza di Nicolò Zaniolo agli Europei dopo la microfrattura al piede rimediata nell’ultima partita con l’Aston Villa: “Ci ho parlato prima. È durissima che possa rientrare, anzi escluderei ogni possibilità”.

Spalletti: “Quando ero al Napoli c’era una cosa diversa”

Spalletti si è infine espresso così sulla sfortunata stagione del Napoli, attualmente al nono posto in classifica, appena un dopo lo scudetto: “Naturalmente mi dispiace per l’annata che sta vivendo la mia ex squadra. Il successo non dipende mai da una persona sola, ma dalla disponibilità di tutti e da tantissimi particolari. In quell’ambiente lì eravamo riusciti a contagiare un popolo per arrivare allo stesso obiettivo. In questo modo si era creata grande predisposizione ed attenzione sia dentro che fuori dal campo. Il ‘sarò con te’ sulle casacche era stato pensato per coinvolgere non solo chi è dentro al campo, ma anche i ‘nonnini’ che erano sulle panchine ai Quartieri Spagnoli. È come dire che siamo tutti importanti per i risultati della squadra”.

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