Spalletti: “Assurdo parlare di ritiro se si è terzi. Spiace per la contestazione”

L’allenatore degli azzurri dopo la goleada per 6-1 sul Sassuolo: “A cena con De Laurentiis? Anche a colazione…”

Una goleada davanti al proprio pubblico, che smorza le polemiche del prepartita e risolleva almeno un po’ l’umore dell’ambiente. Il Napoli annulla il Sassuolo, chiudendo l’incontro già nei primi venti minuti, fino al 6-1 finale. Gli azzurri non avevano mai segnato più di quattro gol nella stessa partita in questa stagione, sei invece non si vedevano da gennaio dell’anno scorso quando a farne le spese fu la Fiorentina. Statistiche che strappano un sorriso anche a Luciano Spalletti, che guarda con soddisfazione alla stagione che sta per concludersi. “Nelle analisi deve prevalere il lavoro di tutto l’anno. Avere quasi la certezza aritmetica della Champions a tre partite dalla fine non è una cosa facile da raggiungere. Resta il rammarico per alcune gare in cui siamo stati al di sotto delle nostre possibilità, ma sono state sostituite da grandi vittorie su campi importanti. Io ho parlato di scudetto per cercare di alzare il livello di determinazione della squadra e andare oltre l’ostacolo” ha spiegato l’allenatore.

Malumori

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La tensione al Maradona si è immediatamente ammorbidita, una rete dopo l’altra: “Giocare così una partita come quello di oggi, in un clima di contestazione o quasi, mi dispiace per i calciatori e per ciò che hanno fatto vedere in tutti questi mesi. Questo non è un campionato più facile, è proprio l’opposto: le formazioni di bassa classifica lottano e sono determinate con un livello di qualità diverso dagli anni precedenti. Perciò poi hanno avuto problemi squadre come l’Atalanta. Sembra quasi che il Napoli sia insufficiente, ma non è così. Il campo ha dimostrato che non eravamo i più forti. Abbiamo delle responsabilità, ma non dare il giusto merito a quello che abbiamo fatto finora è sintomo di una pressione che si vuole mettere ad arte su questa squadra per toglierne un po’ alle altre. Quando raggiungeremo la qualificazione in Champions sarà un traguardo che festeggeremo molto”.

Critiche

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Il tecnico ha commentato anche la scelta della società di mandare la squadra in ritiro dopo la sconfitta con l’Empoli, misura poi corretta con gli incontri a cena. “Da terzi in classifica parlare di ritiro è una roba assurda. I dubbi su di me li ripropongono i giornalisti quando non hanno idee, che tirano fuori ancora Totti e Icardi e inventano problemi nello spogliatoio. Il caso Insigne ad esempio si è gestito da solo, Lorenzo è un campione ed è una grandissima persona. Di nuovo a cena con De Laurentiis? Se è così, si può fare anche colazione insieme” ha scherzato Spalletti. L’allenatore ha concluso quasi preannunciando qualche cessione in estate: “In estate il presidente parlava spesso di dover abbassare il monte ingaggi, in quel momento non avevamo ricevuto molte offerte. Ora invece sembra che ci siano altre possibilità e sono contento che i giocatori si siano messi in vetrina”.

Ultimo arrivato

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La doppietta al Sassuolo conferma l’ottimo stato di forma di Dries Mertens, migliore in campo di un ottimo Napoli. Il belga ha anche portato il figlio neonato negli spogliatoi, dopo la partita, con tanto di foto con De Laurentiis che ha twittato: “Per adesso ho fatto un contratto a Ciro Romeo”. Ma davanti alle telecamere l’attaccante si è incupito, ripensando al sogno scudetto sfumato. “Sono qui da nove anni, ma non mi sono mai dispiaciuto così tanto. Quando abbiamo fatto 91 punti non abbiamo vinto il campionato, ora le altre squadre non erano così più forti di noi. So che è brutto dirlo, ma ora possiamo qualificarci per la Champions. Abbiamo un grande gruppo, se cresciamo di testa possiamo puntarci di nuovo l’anno prossimo. Ci siamo andati vicini, ma abbiamo sbagliato tutti, tutti. Napoli è una città calda, bisogna rimanere vicini nei momenti buoni e in quelli che non lo sono. Speriamo di rinforzarci per l’anno prossimo e fare belle cose, anche se non dovessi esserci io. Ho giocato poco ma quando ho potuto, ho cercato di aiutare la squadra. Se facciamo tutti così, andremo lontano”.

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