Spagna-Svezia: i padroni di casa hanno sempre segnato almeno un gol

Ultima giornata del gruppo B. La Spagna, prima, è reduce dal successo ottenuto contro la Grecia mentre la Svezia, seconda, nell’ultima giornata ha perso sul campo della Georgia. Alla formazione di casa basta un pareggio per conquistare la qualificazione diretta al prossimo Mondiale mentre agli scandinavi, se vogliono evitare il rischio playoff, servono soltanto i tre punti.

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Reti realizzate? C’è soltanto una eccezione

Per essere le prime due del girone è evidente che Spagna e Svezia, nelle sette partite fin qui disputate, qualche rete devono averla realizzata. Non è detto però che debbano essere riuscite ad andare a segno in tutti gli incontri che hanno giocato. Fino a novanta minuti fa sia l’undici di Luis Enrique che quello guidato da Janne Anderson non avevano mai mancato l’appuntamento con il gol: tredici quelli messi a segno dagli iberici contro i dodici realizzati dagli scandinavi, distribuiti nell’arco di tutte le sei partite disputate. Poi la Spagna è andata a vincere in Grecia (e quindi ha segnato) mentre la Svezia è finita ko (0-2) in Georgia senza quindi segnare e regalando l’unica eccezione ad un percorso fino a quel momento regolare in fatto di realizzazioni. Per la cronaca vale la pena aggiungere che anche la “Roja”, in fatto di reti, ha una eccezione all’attivo: è andata in gol in tutti i primi tempi ad… eccezione (appunto) della sua seconda uscita in Georgia quando ha chiuso la prima frazione di gioco sullo 0-1 e ribaltando il punteggio (2-1) nella seconda.

Svezia senza pareggi, Spagna soltanto con uno

Per chiudere la panoramica sulla super sfida tra Spagna e Svezia vale la pena aggiungere che nelle sette partite di qualificazione fin qui disputate la formazione gialloblù non ha mai chiuso un match con un risultato di parità mentre le “Furie Rosse” hanno pareggiato soltanto all’esordio in casa contro la Grecia. Inoltre, sempre per avere tutti gli elementi a disposizione, bisogna ricordare che la Spagna è andata al riposo soltanto una volta sul risultato di parità (ed è accaduto proprio nel match d’andata, perso per 2-1, con la Svezia) mentre Forsberg e compagni hanno fatto registrare il segno “X” a metà gara in quattro dei loro sette incontri disputati.

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