Spagna, la Nazionale di calcio affronta il Kosovo: il nome è vietato, la squadra ospite scritta in minuscolo

La Spagna ha battuto 3-1 il Kosovo in una partita che si è disputata all’Estadio La Cartuja di Siviglia, valida per il girone B di qualificazione ai Mondiali del 2022.

La partita è stata però caratterizzata da un piccolo caso: la parola Kosovo non può essere pronunciata in Spagna e quindi citata dalla tv pubblica. 

Ora la Spagna di Luis Enrique, grazie alle reti di Dani Olmo, Ferran Torres e Gerard Moreno è in testa al suo girone.

In Spagna la parola “Kosovo” è vietata. Temono che l’indipendenza del piccolo Paese balcanico possa fomentare baschi e catalani 

La partita tra Spagna e Kosovo è stata però caratterizzata da un caso politico. Lo stato spagnolo, infatti, non riconosce il Kosovo come Stato.

L’indipendenza kosovara resta infatti ancora un punto di tensione per alcuni paesi e tra questi c’è la Spagna.

Il nome della piccola nazione balcanica non può essere citato dalla televisione pubblica anche per non fomentare le spinte autonomistiche di Catalogna e Paesi Baschi. 

I telecronisti sono però riusciti ad ovviare al problema pronunciando la parolaFederazione calcistica del Kosovo”.

La selezione kosovara ha visto scritto il proprio nome in minuscolo nella parte sinistra dello schermo.

Grazie a quello che all’apparenza è sembrato un errore grammaticale, la tv spagnola è riuscita ad aggirare la legge. 

Spagna, chi è l’allenatore Luis Enrique

Luis Enrique Martínez García è nato l’8 maggio 1970. E’ un ex giocatore ora allenatore delle Furie Rosse. 

Nella carriera con i club ha vinto tre campionati spagnoli, tre Coppe di Spagna, due Supercoppe spagnole, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Uefa. 

Da allenatore del Barcellona ha vinto due campionati spagnoli, tre Coppe di Spagna, una Supercoppa spagnola, una Uefa Champions League, una Supercoppa ìe una Coppa del mondo per club Fifa.

Luis Enrique ha allenato anche in Italia, diventando ufficialmente l’allenatore della Roma il 20 giugno 2011.

Lo spagnolo ha firmato un contratto di due anni da 2,9 milioni di euro lordi per la stagione 2011-2012 e da 3,1 milioni di euro per la stagione 2012-2013.

In campionato l’avventura con la Roma non è fortunata.

La squadra si classifica al settimo posto con 56 punti ottenuti e non riesce a qualificarsi per le coppe europee, cosa che non accadeva dal 1997 per la squadra della Capitale.

Il 10 maggio 2012, al termine di una seduta di allenamento, annuncia alla squadra che lascerà la panchina della Roma subito dopo l’ultima giornata di campionato rinunciando ad un anno di stipendio.

Viene rimpiazzato dal boemo Zdeněk Zeman.

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