Soulé accende il mercato: per la Juve è un tesoro da 30 milioni

Tre palloni toccati – con classe, s’intende – e poi un gioco di prestigio degno di tutti quei miti che lo hanno preceduto con la camiseta albiceleste: al popolo argentino sono bastati 25 minuti per innamorarsi perdutamente e irrazionalmente di Matias Soulé, la stella dell’Under 23 che il tecnico Mascherano guiderà alle Olimpiadi di Parigi. «El futuro ya llegó» ha titolato El Clarin dopo il 4-2 nel test contro il Messico. «Il futuro è già arrivato», secondo i media argentini, manifestandosi tramite quell’esterno sinistro acrobatico, di controbalzo, con un movimento del piede quasi innaturale che ha fatto prendere al pallone una traiettoria magica. Dieci reti e due assist in Serie A, con 83 dribbling riusciti che lo rendono lo specialista del campionato più di Kvara, Leao, Laurienté e Zaccagni, sono soltanto alcuni dei numeri di una stagione da fenomeno al Frosinone, da ieri costellata dall’esordio con gol nella nazionale giovanile che da sempre strizza l’occhio alla maggiore. Il ct Scaloni ha già detto di tenerlo in considerazione per la Copa America al via dal 20 giugno. 

Soulé valore Juve

La Juve, proprietaria del suo cartellino, conosce a menadito le qualità del ragazzo di Mar del Plata. A Torino le hanno scoperte a partire dall’Under 17. E così gli hanno permesso di bruciare rapidamente le tappe in Under 19 e poi in NextGen, fino a garantirgli le prime fondamentali esperienze in Serie A, in Champions e in Europa League sempre con Allegri in panchina. A giugno Soulé tornerà alla base arricchito dall’avventura in Ciociaria, ma per lui potrebbe essere soltanto l’ennesima tappa verso altri nidi. 
Per la società bianconera il cartellino di Soulé vale tra i 25 e i 30 milioni di euro: una sua possibile cessione potrebbe ad esempio finanziare l’operazione Koopmeiners, che l’Atalanta valuta 60 milioni, o rappresentare una sorta di assegno circolare da riversare magari alla banca Bayern per avvicinarsi a Sané e Goretzka

Il percorso di Soulé

Di sicuro, la tecnica e l’imprevedibilità di Soulé sono merce rara in un calcio sempre più fisico e monotono. Ecco perché gli estimatori – anche all’estero, in Spagna soprattutto – non mancano e alla Continassa potrebbe presto presentarsi una lunga coda di pretendenti. L’altro piano sull’argentino, oggi decisamente meno attuabile proprio in virtù della difficoltà a reperire risorse, porterebbe alla permanenza ma con un ruolo chiave nella Juve del 2024-25. Soulé però avrebbe bisogno di giocare, magari senza avere davanti a sé il traffico della concorrenza in una squadra che vuole lottare per lo scudetto e tornare protagonista in Europa. Soulé è più avanti di Yildiz, per citare un ragazzo con qualità simili, ma proprio per questa ragione ritornare alla Juve per essere poco più che un’alternativa potrebbe an che significare rallentare. 

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