"Soulé in forma pazzesca per la Juve, Motta lo vedrà al raduno da subito"

Soulé e il paragone con Messi

Qual è la sua attitudine al lavoro? “Matias lavora sempre con grande impegno, sia in estate che in inverno, quando magari fa l’allenamento con la squadra al mattino e poi la seduta con me nel pomeriggio. Tiene sempre la sua ‘macchina’ pronta per essere al top, perché vuole essere un giocatore di élite. E dunque cerca di essere sempre al massimo a livello di preparazione”.

Nelle scorse settimante che tipo di allenamenti avete fatto?

“Durante quest’ultimo periodo abbiamo lavorato tenendo conto che si avvicina il periodo di preparazione con la squadra, il 10 Matias si presenterà al raduno della Juve. Abbiamo impostato gli allenamenti per far sì che arrivi in ritiro già nella miglior condizione possibile”.

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Più in generale, che genere di lavoro fa con lei Soulé?

“Quello che cerco sempre con lui è lavorare sia in palestra che sul campo, puntando a migliorare aspetti specifici nei quali secondo me può crescere. Aspetti che valutiamo sempre insieme: quando vengo in Italia rivediamo sempre le partite assieme e analizziamo le sue prestazioni. Detto questo, al di là di una parte di lavoro in palestra, cerchiamo di lavorare il più possibile con la palla, che è l’elemento fondamentale del suo lavoro. Dunque si allena per migliorare il controllo, la reazione, la reattività”.

In un video su Instagram, in cui si vede prima un tiro a giro da destra di Matias in allenamento e poi un gol simile in partita, parla di “automatizzazione del gesto”. Ci spiega il concetto?

“Certo. Faccio l’esempio di Messi, che oggi è esagerato, ma se Matias continua a lavorare come sta lavorando non ci andrà troppo lontano. Per anni ha preso palla sulla destra, poi si accentrava e dopo questo movimento ha segnato moltissimi gol simili. Questo è un automatismo tra corpo e cervello che fa sì che il movimento si concluda da solo. Matias ha alcuni gesti caratteristici, alcuni movimenti ricorrenti: se si allenano corpo e cervello ad automatizzarli… nessuno è perfetto, ma si va ad avvicinarsi il più possibile alla perfezione. Se Matias prende palla a destra, si accentra e nel minor numero di secondi apre il piede e la mette sul secondo palo, se lo allena a lungo, la decisione richiederà meno tempo e l’esecuzione sarà migliore. Lavoriamo per raggiungere questa automatizzazione in alcune situazioni e giocate che per Matias sono frequenti”.

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