Sommer para tutto, l’Italia spreca anche un rigore: la Svizzera strappa lo 0-0

Nessun gol a Basilea, con Jorginho che si fa parare un penalty dall’insuperabile Sommer e Berardi che spreca una colossale occasione

dal nostro inviato Fabio Licari

5 settembre – BASILEA

Notti poco magiche, inseguendo un gol che non arriva. Dopo l’1-1 con la Bulgaria, lo 0-0 con la Svizzera giustiziata solo tre mesi fa. Ma loro hanno imparato la lezione e noi non abbiamo ancora ripulito le scorie post-Europeo. Ci si mette anche Jorginho a sbagliare un rigore, come nella finale di Wembley, dopo cinque segnati di fila. In più Sommer si supera in porta. Ai punti sarebbe vantaggio Italia ma leggero, ancora non si vede la squadra dominante. Il problema è in attacco, fallisce ancora Immobile, non esalta Berardi e i cambi non regalano il solito “più”. Record mondiale di imbattibilità, 36 partite, nella serata che ci preoccupa. Male Jorginho, altro record. Se ora la Svizzera le vince tutte, noi dobbiamo fare lo stesso e batterla all’ultima giornata. Vista da qui, sembra meno facile di prima.

LOCATELLI ISPIRA

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Non è cattiva sotto porta l’Italia. E spreca. Mancini sorprende lasciando in panchina il migliore contro la Bulgaria, Chiesa. Unica spiegazione possibile: non sta bene. Al suo posto Berardi. Verratti non ce l’ha fatta: dentro Locatelli. Con Spinazzola sarebbe proprio la stessa squadra che ha travolto i rivali all’Europeo. Non è la stessa la velocità, però, e neanche la precisione. La Svizzera fa densità, è corta, pressa il portatore con uno sempre in appoggio al primo pressing e obbliga al palleggio velocissimo, però si scopre inevitabilmente e rischia. I due centrali, Akanji-Elvedi, non faticano quando sono piazzati, ma soffrono la velocità, Locatelli lo capisce e comincia a lanciare di precisione: Berardi, Insigne, Immobile. Il centravanti litiga ancora con il pallone, l’esterno del Sassuolo spreca un’occasione enorme, Insigne sta per esultare ma il “tiraggiro” sfiora il palo. E Sommer in porta è il migliore dei suoi.

AH, JORGINHO

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Non solo Italia però. Con il passare dei minuti la Svizzera prende coraggio e allontana lo spettro del 3-0 europeo. Sow è dovunque, difende e poi punta la porta. Aebischer è molto attivo. Anche loro però soffrono di una certa leggerezza in attacco. Seferovic è schiacciato da Chiellini e Bonucci, i due esterni – Zuber e Steffen – sono timidi. Un colpo di testa di Akanji agita Donnarumma, ma la verità è che, ancora una volta, costruiamo ma non concludiamo. E purtroppo nel secondo tempo è anche peggio: Rodriguez sbaglia due volte, prima perde palla al limite poi atterra Berardi. Rigore. Va Jorginho, dai che è finita e invece dopo quello di Wembley un altro errore. Non è serata per lui.

NIENTE RISCOSSA

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Mancini corre a ripari: Zaniolo e Chiesa per Immobile e Berardi. Il romanista da centravanti, poi a destra con Insigne falso nove. Ma sembra un po’ come con la Bulgaria: tanto possesso, nel secondo tempo, ma avversari che si chiudono meglio. La botta del rigore si sente e Sommer fa un altro mezzo miracolo su Insigne. I cambi sono molto più decisivi per la Svizzera: Vargas e Zakaria danno spinta e pericolosità. Chiesa da un lato e Vargas dall’altro provano a rompere l’equilibrio, ma alla Svizzera il pari sta bene.

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