Soltanto il “Maradona” va forte quanto il Napoli

Sarà difficile trovare un solo biglietto per la gara di domani contro l’Udinese. Il pienone era annunciato da giorni, non appena è partita la prevendita. Questo è un campionato inedito che si gioca a ritmi folli e bisogna tenerne il passo per evitare fregature. I ritardatari rischiano di vederla da casa. Nel tardo pomeriggio di ieri gli unici tagliandi rimasti erano nell’anello inferiore di curve e distinti, ma potrebbero essere o in esaurimento oppure già finiti. Conveniva affrettarsi come per tutte le gare interne di questa stagione. Non c’è paragone con l’ultimo campionato. Nelle prime sette giornate il Napoli ha portato quasi 90.000 spettatori in più nel calcolo tra l’ultima Serie A e quella attuale. La conferma in cifre che il titolo del cuore è già stato vinto. Spalletti ha riavvicinato il pubblico al suo stadio, un’abitudine che nel tempo era sfumata e in questa stagione ha saputo nutrirsi di nuova fiducia. Non c’è una sola partita del Napoli in cui non si registri la caccia al biglietto. Se prima questa regola valeva solo per la Champions o gli scontri con Juve, Inter, Milan etc, ora ogni partita è quella giusta per raggiungere Fuorigrotta. Domani ultimo test del 2022 prima di riposarsi due mesi e ritrovarsi il 13 gennaio per affrontare la Juventus.

Pienone

L’ultima in casa prima della sosta sarà una festa a cui nessuno vorrà mancare. Come per Bologna e Sassuolo, si sfonderà senza problemi il muro dei 40.000 per arrivare a toccare quota 50.000 o quasi. Il Napoli vorrà blindare il primato e per farlo sarà scortato dal pubblico delle grandi occasioni. Converrà avviarsi con largo anticipo allo stadio per evitare di restare bloccati in tangenziale. I biglietti sono andati a ruba, ne restano ancora pochissimi, è una corsa contro il tempo per prenotarli. Non si tratta di una novità, non lo è più quest’anno, dopo i primi risultati incoraggianti, a seguito dello show col Liverpool, quando anche gli scettici hanno compreso che questa sarebbe stata una stagione speciale. 

Napoli, Spalletti contro il resto del suo mondo

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Napoli, Spalletti contro il resto del suo mondo

Paragone

Lo scorso anno dopo sette giornate il Maradona aveva ospitato quasi 185.000 spettatori, quest’anno dopo la gara con l’Empoli, a quota sette sfide interne, il dato è aumentato del quarantasette per cento: 272.000 spettatori, 90.000 in più e pienoni già raggiunti con Bologna (45.599) e Sassuolo (47.156) e nessuna gara al di sotto dei 32.000 spettatori. Un anno fa i numeri erano differenti: l’unico “pienino” ci fu con la Lazio (38.000), con la Juve alla seconda si presentarono in 23.000, pochissimi rispetto alle precedenti sfide coi bianconeri. Stava nascendo il Napoli di Spalletti e attorno alla squadra c’era un entusiasmo moderato che aumentò nelle giornate successive pur senza raggiungere le vette attuali.

Che entusiasmo

Il Maradona è tornato uno stadio vivo, respira magia, s’avverte passione, si affolla subito, per ogni partita, accoglie tifosi da tutta l’Italia, molti tornano in città dal Nord per il Napoli, arrivano sostenitori dalla Georgia per Kvaratskhelia e dalla Corea per Kim. La media in casa è di 39.000 spettatori (salirà dopo la gara di domani), in Champions 144.000 tifosi per le tre sfide dei gironi, con Liverpool e Ajax è stato superato il muro dei 50.000. Con l’Eintracht il 15 marzo per il ritorno degli ottavi sarà banale prevedere il record assoluto di presenze.

È un Napoli da 10 e lode

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