Simy, strano ma vero: il gigante di Crotone segna quasi come CR7

Miglior marcatore europeo a marzo, nell’anno solare rivaleggia con Ronaldo, è alto due metri e fa gol di punta: scovato in B portoghese per 400mila euro, rischia di essere uno dei bomber che animeranno il mercato

A riassumere Simy in poche parole ci ha pensato Serse Cosmi, dopo l’ultima gara giocata dal Crotone a Napoli: “In tanti anni di Serie A non ho mai visto qualcuno come lui”. Il tecnico si riferiva alla sua capacità di segnare gol in fila, otto nelle ultime cinque, 15 in stagione – con quattro doppiette. Qualche dato: è stato il miglior marcatore europeo nel mese di marzo, segnando più di Lewandowski e Benzema (8), e nel 2021 solamente Ronaldo ha segnato di più in Serie A (12 il portoghese, 11 il nigeriano). In generale, negli ultimi mesi di campionato Simy ha sempre dato il meglio di sé, sia in Portogallo che in Italia. Non sono però solamente i numeri a sorprendere, di questo centravanti alto quasi due metri per 84 chili. È che Simy, da vedere, è davvero un attaccante strano: le gambe sembrano coprire l’80% del corpo, e insieme alle braccia lunghissime e al fisico non particolarmente largo formano un insieme sgraziato, al primo impatto. Anche in campo, difficilmente le sue giocate risaltano per estetica, o raffinatezza nei colpi. Prendiamo la rete segnata da fuori area alla Lazio, il 12 marzo: Simy riceve palla dai 25 metri, punta Acerbi e ne evita l’intervento con un dribbling quasi robotico, mantiene il difensore a distanza aprendo l’alettone destro e batte Reina con un missile di punta, di destro, quando la posizione sembrava consigliare una conclusione di sinistro. Il replay rende meglio l’idea dei movimenti da brutto anatroccolo del nigeriano: il piede, nel tiro, arriva quasi in parallelo con la testa, una meccanica probabilmente necessaria per permettere a leve così lunghe di imprimere quella potenza al pallone.

MOVIMENTI INSOLITI

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Simy probabilmente piace proprio per questo: perché da lui, a vederlo a palla lontana, ci si aspetterebbe probabilmente poco. E nel vederlo con la sfera tra i piedi, l’impressione è che possa perderla da un momento all’altro. Non è così, invece. E a confermarlo ci ha pensato ancora Serse Cosmi: “Perché devo giocare la palla a terra dal basso se ho Simy che prende otto palloni alti su dieci? Non capisco perché dovrei far palleggiare Luperto e Golemic quando ho gli attaccanti che sono forti anche fisicamente”. Ecco, la forza fisica. I movimenti, poco eleganti, sono in realtà funzionali al conservare il pallone, e togliergliela è estremamente complicato. Quando si parla di attaccante che fa salire la squadra, Simy ne è il prototipo ideale, perché si abbassa per fare a sportellate con i difensori avversari e permette ai compagni di inserirsi. Quei movimenti insoliti, però, non gli servono solo per crearsi lo spazio, ma anche per concludere, spesso in maniera imprevedibile per i portieri. E infatti segna, e pure tanto: si potrebbe pensare soprattutto di testa, invece le cose migliori l’attaccante le fa con i piedi. Come la doppietta al Napoli: un piattone al volo che ha spiazzato Meret (su cui il nigeriano si è ingobbito all’inverosimile, per colpirla di destro a mezza altezza) e un tocco di esterno ad anticipare il portiere, dopo aver controllato e difeso la palla aiutandosi con le sue leve. E poi c’è il suo gol-icona, la rovesciata alla Juventus di tre anni fa: un manifesto della rapidità di pensiero e di coordinazione tutta particolare di Simy, che con il pallone spiovente decide, in una frazione di secondo, che il modo migliore per battere Szczesny è quello di buttare all’aria – all’indietro – le sue gambe lunghissime. Tecnicamente abbiamo visto rovesciate migliori, ma alla fine ciò che conta è il risultato: quel pallone è finito in rete, e quell’immagine resta forse la più celebre dei calabresi in Serie A. Con 56 reti, tra l’altro, è il miglior marcatore di sempre nella storia del Crotone, e con le 20 segnate in B lo scorso anno è diventato il primo africano a vincere la classifica cannonieri in un campionato italiano. Mica numeri da uno qualunque.

APPARTENENZA

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A rendere il nigeriano un personaggio particolare c’è poi l’essersi creato l’immagine di uomo-squadra, se non proprio quella di simbolo di un’intera città. Non sono in tanti, in Serie A, a poterselo permettere: “Sono qui da cinque anni, mi sento e sono crotonese e avverto tutti il calore della gente, che ringrazio”, ha detto un paio di settimane fa, dopo aver subito degli ignobili insulti razzisti sui social. A parte la retorica del ragazzo venuto dal nulla, che tiene in alto una squadra abituata a galleggiare nelle categorie inferiori, Simy ha conquistato Crotone e se l’è praticamente tatuata addosso. Poco più che un comprimario nella prima stagione in A (3 gol nel 2016-17), Simy è poi stato, nei quattro anni successivi, sempre il miglior marcatore della squadra: 7 gol – con Trotta e Budimir – nel 2017-18, poi 14, 20 e al momento 15. Acquistato per 400mila euro dal Gil Vicente (seconda categoria portoghese, ne aveva segnati 29 in due anni), Simy è arrivato ad affermarsi nel calcio che conta in silenzio, schivando sorrisini e perplessità, sorprendendo tutti con i suoi movimenti insoliti e le sue conclusioni chirurgiche. È difficile che un giocatore del genere rimanga – come è ormai altamente probabile – in Serie B, ed è possibile che in estate lasci Crotone per altri lidi. Lo cercheranno forse dall’estero (si parla di Belgio e Francia, ma anche di Inghilterra), ma potrebbe anche rimanere in Serie A. A chi non farebbe comodo un giocatore del genere?

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