Sikazwe, ancora tu! Due rigori negati al Canada, e quei fischi “precoci” in Coppa d’Africa…

Un’altra direzione di gara poco convincente per Janny Sikazwe. Stavolta il fischietto zambiano è finito nel mirino per Belgio-Canada. Due rigori per i canadesi: uno dato dopo un giro al Var, il secondo neanche visto. Nulla però in confronto a quello che ha combinato lo scorso gennaio, in Coppa d’Africa, nella sfida tra Tunisia e Mali.

Doppia fine

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Con i tunisini sotto di un gol e alla disperata ricerca del pareggio, Sikazwe fischiò per due volte la fine anticipata della partita. La prima al minuto 85′, la seconda all’89’ scatenando le proteste della Tunisia che andava peraltro reclamando un corposo recupero viste le tante interruzioni. L’arbitro non volle sentire ragioni uscendo pure scortato dalla polizia. Poi negli spogliatoi persino la proposta alle squadre, mentre gli allenatori erano già in conferenza stampa, di tornare in campo per giocare 3 minuti con il quarto uomo, visto che Sikazwe era diretto al pronto soccorso per una sospetta insolazione. L’arbitro poi raccontò: “I dottori mi hanno detto che il mio corpo non si stava raffreddando. Ancora un po’ e sarei finito in coma e sarebbe stata la fine. Penso che Dio mi abbia detto di porre fine alla partita. Mi ha salvato”. E ora una prova disastrosa su un palcoscenico con più riflettori addosso.

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