Sette trofei e quel gol in cima al mondo: Stroppa, che ricordi col Milan

Il tecnico del Crotone è cresciuto nel settore giovanile rossonero e ha disputato tre stagioni con la prima squadra. Ha anche allenato con successo la Primavera

È di Mulazzano, un piccolo comune al confine tra il lodigiano e la città metropolitana di Milano. La provincia di Lodi, però, è stata istituita soltanto nel ’92, dunque Giovanni Stroppa è nato milanese a tutti gli effetti. Milanese e milanista, il curriculum parla chiaro: una storia d’amore a tinte rossonere iniziata a metà degli anni Ottanta e mai finita, anche se il presente dice Crotone. Domenica alle 15, Stroppa siederà in panchina in un San Siro vuoto, ma pieno di ricordi. E proverà a ribaltare il pronostico impietoso di questo testacoda tra la prima e l’ultima in classifica.

Sacchi

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Il suo Crotone soffre in difesa ma gioca bene. Normale, per uno che ha assaggiato il grande calcio nell’era di Arrigo Sacchi. Dopo aver vinto una Coppa Italia Primavera nell’85 – l’impresa gli riuscirà un quarto di secolo più tardi, stavolta da tecnico dei “diavoletti” – e dopo aver accumulato esperienza a Monza in C1 e Serie B, Stroppa fece il suo ingresso nella prima squadra rossonera all’età di 21 anni. Davanti, nel suo ruolo di centrocampista offensivo ed esterno d’attacco, aveva un campione come Donadoni, quindi lo spazio per brillare era abbastanza contingentato. Si consolava, scusate se è poco, festeggiando trofei internazionali a ripetizione: una Coppa dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali e 2 Supercoppe europee (ne arriverà una terza nella seconda breve parentesi rossonera, stagione 1994-95, insieme a una Supercoppa italiana che porta a 7 il totale dei suoi trofei col Milan).

Quel gol all’Olimpia

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L’highlight della sua carriera è sicuramente datato 9 dicembre 1990: in palio c’era l’Intercontinentale, l’avversario era l’Olimpia Asuncion. Minuto 62, Diavolo già sull’1-0 per effetto di un bel colpo di testa di Rijkaard, Tassotti libera Van Basten che fa un numero dei suoi e colpisce il palo… Stroppa è lì, pronto a riprendere il pallone e a metterlo in porta, come spesso gli capitava nei grandi appuntamenti. Gol! Il suo gol “da più vicino”, perché lo segnò a un centimetro dalla linea di porta: il secondo dei tre gol con cui il Milan si sbarazzò dei paraguaiani, sedendosi in cima al mondo. Altri tempi, ma che ricordi. Per lui e per i suoi avversari di domenica.

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