Sette giorni alla fine del mercato e il dilemma Skriniar: la situazione dell’Inter

I nerazzurri hanno una settimana di tempo per scegliere la linea: Inzaghi non vuole perdere un pilastro della squadra,ma esiste un rischio di deterioramento del rapporto del difensore con club e tifoseria. E se il Paris Saint-Germain prepara un assegno…

Come cambiano le cose in una manciata di giorni: speranze, scenari, equilibri, futuro. Dall’attesa per la risposta di Milan Skriniar alla bozza di rinnovo contrattuale al dilemma che impegnerà proprietà e dirigenza per la prossima settimana, dal clima bollente. Non solo lo slovacco non resterà a Milano – l’ottimismo in questo senso era svanito da oltre un mese -, ma diversi nodi pongono l’Inter davanti a un bivio: cosa fare con il difensore?

Destinazione Parigi

—  

Né il giocatore né l’agente hanno parlato ufficialmente del Psg, ma è proprio dalla capitale francese che trapela una certa sicurezza sulla prossima squadra di Skriniar. L’allenatore Christophe Galtier, per esempio, non si fa problemi a esporsi in interviste e conferenze stampa, lasciando soltanto il dubbio temporale: quando il 27enne andrà al Paris Saint-Germain? Ecco, questo dilemma sarà sempre più pressante da oggi fino alla chiusura della sessione invernale di calciomercato, perché l’eventuale addio immediato coinvolge moltissime componenti che vanno messe insieme e considerate in un unico quadro. Che ha tutta l’aria di essere un dipinto dalle tinte piuttosto cupe.

In campo

—  

Si può partire da un assioma che non lascia dubbi: perdere un titolare sarebbe per Simone Inzaghi un dramma tecnico. L’allenatore, in un reparto già non affollato, si ritroverebbe con tre soli centrali di ruolo senza margine di manovra, quindi in perenne emergenza. Certo, un sostituto (Tiago Djalò?) arriverebbe subito ad Appiano Gentile, ma non si parla di ingranaggi interscambiabili istantaneamente e il tempo di adattamento andrebbe messo in conto, tra filosofia di squadra e specificità di un nuovo campionato. Questo principio decadrebbe soltanto se si ipotizzasse la seconda metà di stagione come esclusiva ricostruzione verso il prossimo anno, un lungo lavoro preparatorio per il 2023/2024. Ma, con due competizioni ancora da vivere e una qualificazione in Champions League tutta da conquistare, sarebbe un mezzo suicidio.

Fuori campo

—  

Ben diverso è il punto di vista della società, innanzitutto sul piano economico. In estate Skriniar era infatti stato messo sul mercato come sacrificio sull’altare del bilancio, ma un addio a parametro zero significherebbe di fatto aver perso invano uno dei difensori più forti del campionato. Per questo motivo non si può escludere – tutt’altro – una cessione immediata. Certo, serve un’offerta e non aleggia entusiasmo all’idea di sedersi al tavolo con il rapace Psg, ma in questo momento i nerazzurri sono in una posizione di svantaggio. Esiste un rischio di involontario attrito del giocatore con club, compagni o tifoseria e certo Steven Zhang non può chiedere la luna ai francesi. La forbice si aggira tra i 10 e i 20 milioni di euro: più probabile che ci si avvicini alla prima cifra, mentre la seconda sarebbe da leccarsi i baffi.

Il nodo

—  

Insomma, il tempo stringe. Sette giorni sono pochi per imboccare una delle due strade del bivio e soprattutto per dare un seguito concreto alla scelta intrapresa. In caso di permanenza di Skriniar, dando per scontata la professionalità che lo ha sempre contraddistinto, bisognerebbe di fatto concentrarsi soltanto sul campo chiedendo sostegno incondizionato ai tifosi e facendo attenzione a un equilibrio comunque precario. Forse la fascia da capitano potrebbe trovare un nuovo braccio, quello sì. In caso di addio, invece, ecco qualche milione in tasca e una nuova pedina da plasmare a tempo di record. Via il dente, via il dolore? Il dilemma è ben più complicato dell’estrazione di un molare.

Precedente Udinese, visite mediche per Sekou Diawara Successivo Tifosi di Milan e Roma scatenati: "Un sogno", "Non scherziamo", "Ci ringrazia così?"