Serie A, siamo arrivati al calcio demografico

Nel domani che sta arrivando non sarà più una semplice offerta televisiva: sarà una potentissima leva di controllo demografico. Come se ne avessimo bisogno. Va tenuto in conto, a livello sociologico: mentre la mano destra le sta inventando tutte per stimolare – diciamo così – la procreazione delle coppie italiane, la mano sinistra tira dalla parte opposta e consolida, ufficializza, stabilizza l’idea che tutti i giorni, sette su sette, arrivi il calcio a infilarsi tra le lenzuola. Qualcosa – molto – avevamo già sperimentato nelle ultime stagioni, con i weekend tirati come elastici, lunghi dal venerdì al lunedì, per confezionare uno spezzatino del campionato sempre più frazionato, autentica arma di distrazione di massa.

Ora il passo decisivo. Collaudi e addestramenti sono finiti. Nella trattativa sui diritti televisivi in fase di conclusione, è previsto il passaggio alla fase definitiva. Partite fisse tutti i giorni. Praticamente, l’italiano medio sarà chiamato a un secondo lavoro: venerdì, sabato, domenica e lunedì partite di campionato; martedì e mercoledì partite di Champions; giovedì partite di Europa League e di Conference League. Presente quando si incontra la coppia che ha sei o sette figli e per fare il battutone si chiede non avete il televisore a casa? Ecco, questo è il contrario.

Inutile frignare adesso sulla fine eclatante della domenica pomeriggio: ridotte stabilmente a due le partite che una volta la riempivano, con tanto di “Tutto il calcio minuto per minuto” alla radio eccetera eccetera. Quello è il Medio Evo, malinconico memorabilia di un’Italia che non c’è più. Anche perché non ci sono più quegli italiani. Ma sì, quelli per cui la Pavone cantava perché perché la domenica mi lasci sempre sola, senza immaginare a quali punti di perversione saremmo arrivati oggi, al tempo del Var e dell’Intelligenza Artificiale: lui, in quella canzone, oggi non c’è più del tutto, mai, sempre davanti a una partita, maschio catatonico e totalmente inoperoso a livello – diciamo così – riproduttivo.

Poco consola, poco compensa, che nel nuovo mondo anche le donne non se ne stiano più a struggersi di solitudine per il maschio disertore, anzi sempre di più loro stesse vadano negli stadi e davanti alla tv (anche perché dietro non si vede niente). È il costume che cambia, sono i ruoli che si emancipano, chiamiamola pure a suo modo evoluzione della specie, ma il risultato non cambia: che sia solo l’uomo o che sia l’intera coppia a sbomballarsi di partite, in famiglia gli spazi – diciamo così – di riproduzione della specie si restringono drasticamente. Lo spezzatone tivù diventa più sicuro ed efficace dei metodi contraccettivi cinesi per il controllo delle nascite. Hai voglia di esortare le coppie italiane a fare più figli: dimmi tu quando.

È ancora presto per definire strategie adeguate, ma a occhio e croce sembra restarne una sola: come chiede il Gasp ai tarantolati dell’Atalanta, bisogna essere più veloci. Velocità velocità velocità. Quando Caressa lancia la password, «una pausa per prenderci il thè», ora sappiamo cosa fare. Anche la nostra vita sarà decisa – diciamo così – dagli episodi.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Precedente Calafiori all'Arsenal: è arrivata un'offerta monstre, i dettagli Successivo Dele-Bashiru firma con la Lazio: chi è il terzo acquisto di Lotito

Lascia un commento