Senza terzini spazio all’amuleto Kalulu. E c’è pure il “coltellino svizzero” Florenzi

Le nazionali hanno messo k.o. Calabria e Ballo-Touré. In vista della delicata trasferta a Firenze, Pioli potrà scegliere tra il talismano francese in rampa di lancio e il ritrovato ex Roma. Dovranno farsi trovare pronti per un nuovo tour de force

Le chiamano seconde linee perché se ne stanno in disparte ad aspettare la propria chance, senza dire una parola. Il bello è che non sgarrano mai, per questo sono apprezzati. Pioli ha perso Calabria e Ballo-Touré per infortunio, il titolare a destra e la riserva a sinistra, entrambi k.o. con le nazionali, quindi adesso tocca a loro: Florenzi e Kalulu. Uno rientra dall’infortunio e non gioca da settembre, l’altro si è sempre fatto trovare pronto.

JOLLY KALULU

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Se Pioli fosse scaramantico schiererebbe Kalulu dal 1’ contro la Fiorentina alla ripresa, al di là del fatto che sia comunque il favorito a destra. Questione di clean sheet. Il francese ha giocato 331’ in campionato, e con lui in campo il Milan non ha preso neanche un gol. Sei partite e un assist fin qui: 55 minuti con la Juve, 90’ con il Venezia, 72’ a La Spezia (tocco vincente per Maldini junior), 5’ a Bologna e 90’ totali tra Roma e Inter, senza contare le tre presenze in Champions (nessuna da titolare). Kalulu è il jolly perfetto, l’amuleto rossonero, l’ex sconosciuto diventato subito affidabile, da centrale e da terzino (il suo ruolo naturale). Pioli ci crede: l’anno scorso lo buttò nella mischia all’improvviso contro Parma, Genoa, Sassuolo e Lazio. Quattro partite da 90’ per lo stop di Kjaer. Milan imbattuto, un gol e tanti applausi. “È bravo – disse Romagnoli – ci darà una mano”. Anche due. Con Calabria fuori gioco la fascia destra è sua, l’ha capito anche la Francia U21. Ormai è la certezza di mister Ripoll, che nelle ultime 5 l’ha schierato sempre titolare. Specializzato in sfruttare ogni chance, non vuole perdersi un minuto.

RIECCO FLORENZI

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“Bello de’ nonna” vuole spaccare di nuovo il mondo. Florenzi da Vitinia è tornato in panchina nel derby dopo un mese e mezzo di stop. L’infortunio al menisco l’ha tenuto lontano 8 partite. Fin lì si era comportato come sempre, da jolly: 7 presenze, 5 in campionato e 2 in Champions, due da titolare (Lazio e Venezia). Florenzi è il “coltellino svizzero” di Pioli, come lo chiamava Garcia ai tempi della Roma. Quello che gioca dove serve e non ti lascia solo. Curiosità: fin qui non è mai stato schierato terzino, almeno dal 1’. Largo a destra nei tre davanti, un po’ incursore e un po’ tornante, per far rifiatare Saelemaekers. Florenzi ha giocato 215’ e poi si è fermato (ultima partita il 28 settembre contro l’Atletico), ma nel derby è tornato in panca. È entrato nel cuore dei tifosi per la reazione al gol di Calhanoglu sotto la curva rossonera. Un video immortala l’Ale furioso: si alza, scatta e va verso il turco con gli occhi della tigre, come a dirgli “torna nella tua metà campo e smettila di fare queste scene”. Florenzi è questo, uno di cuore e istinto. Qualche anno fa, dopo aver segnato con la Roma, andò ad abbracciare la nonna in tribuna d’onore. Ora è pronto a riprendersi il Milan. Con la situazione di emergenza in difesa può ritagliarsi qualche spazio. Ormai è pronto, e non vede l’ora.

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