Sei italiane in Champions, l’incredibile combinazione è possibile: ecco come

Potremmo beffare questo mondo che deride il declino della Serie A, e pure gli extraterrestri che martedì sera sono atterrati sul Bernabeu facendoci sentire per una notte davvero piccoli al cospetto di tanta grandezza. Eppure, mentre inglesi, spagnole e tedesche si specchiano nella bellezza di certe partite come Real-City o Arsenal-Bayern, noi potremmo già essere andati in fuga per ottenere la quinta squadra nella prossima edizione della Champions. E non accontentarci nemmeno di questo dono così prezioso, spostando l’asticella dell’ambizione ancora più avanti: perché oltre i 5 club c’è la prospettiva di qualificarne 6 nel caso in cui una tra Roma e Atalanta dovesse conquistare l’Europa League senza piazzarsi nei primi cinque posti del campionato. Questione di ranking che, piaccia o meno alla vecchia nobiltà continentale, stiamo dominando. Italian style. 

I punti e la situazione ranking

Il bonus del “+1” scatta per le prime due federazioni che raggiungono i migliori risultati in stagione e al momento se lo giocano Italia, Germania e Inghilterra. Il nostro sistema calcistico sommerso di debiti, litigioso, talvolta fragile e sgangherato, vede il traguardo a un passo: alla luce dei risultati dell’ultima tre giorni europea, a meno di clamorosi scherzi del destino, per la certezza del pass extra potremmo aver soltanto bisogno che la Dea approdi in semifinale di Europa League e che la Fiorentina faccia lo stesso in Conference vincendo la partita di ritorno contro il Plzen entro i 120’. Il coefficiente Uefa assegna 2 punti per ogni vittoria, 1 per ogni pareggio e un ulteriore punto per il passaggio del turno. Considerati i 3 che certamente arriveranno dal confronto tra Roma e Milan, in questo modo ne agguanteremmo altri 4 al nostro sostanzioso bottino (3 al Franchi e 1 a Bergamo). I punti vanno poi sempre divisi per il numero di squadre al via delle coppe all’inizio della stagione, 7 per Italia e Germania e 8 per l’Inghilterra.  

Il vantaggio e il pronostico

“Non ci prendono più!” gridava Sandro Pertini nella notte del Mundial ‘82, esultando in faccia ai tedeschi. Potrebbe essere il titolo ideale anche del post Anfield. Abbiamo compiuto infatti un bel balzo in avanti, forse decisivo, proprio grazie all’Atalanta che due sere fa ha fatto venire il mal di testa al Liverpool capolista della Premier. Questi 0,28 punti in termini di coefficiente (2 diviso 7) valgono, simbolicamente, molto di più. Perché oltre a far guadagnare all’Italia altro margine dalla Germania e dall’Inghilterra, oggi seconda e terza forza della graduatoria, rende i nostri club ancora più padroni del destino comune nelle gare che restano da giocare. Secondo le predizioni di Opta, oggi l’Italia con i suoi 18,428 punti ha il 99,8% di finire in uno dei primi due posti del ranking, contro il 57,8% dell’Inghilterra, il 41,8% della Germania e i residuali 0,4% della Francia e 0,1% della Spagna. Nella migliore delle previsioni tedesche, la Germania può arrivare a 20,780, ma questo significherebbe che sia il Bayern sia il Bayer conquisteranno il passaggio del turno ai danni di Arsenal e West Ham; in questo caso l’Inghilterra salirebbe al massimo a 19,375 puntando tutto su Manchester City e Aston Villa. Al contrario, le squadre della Premier potrebbero raggiungere 21,875 punti ma questo significherebbe l’eliminazione di tutte le tedesche tranne il Borussia, che però ha perso 2-1 l’andata dei quarti di Champions in casa dell’Atletico; se andasse davvero in questo modo, la Bundes non raggiungerebbe neppure il punteggio odierno dell’Italia. La combinazione di risultati più sfavorevole per la Serie A sarebbe un mix tra le due situazioni, con la Germania a 20,213 e l’Inghilterra a 20,125. Anche lì, però, l’Italia dipenderebbe solo da sé stessa e alle nostre squadre basterebbero altri 3 punti nelle semifinali, oltre ai 7 già citati; non così tanti in una situazione già considerabile al limite. Siamo all’ultimo chilometro di una corsa durata 10 mesi e intravediamo il traguardo. 


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