Segna solo CR7. Juve, l’attacco non è da scudetto

Allarme per gli ottavi di Champions: i bianconeri hanno il sesto attacco in A. Morata, Chiesa, Kulusevski e Dybala hanno segnato meno di Ronaldo

Il gol è quel particolare che fa sempre la differenza, quando lo subisci e quando lo fai. Diceva Massimiliano Allegri che il campionato si vince con la miglior difesa e i fatti negli anni gli hanno dato ragione: la Juventus, non solo con Max al timone, ha costruito la lunga serie scudettata sulla solidità della retroguardia più che sulla prolificità degli attaccanti.

Dopo un avvio ballerino Madama è tornata a essere la miglior difesa della A (19 gol subiti), però l’attacco è il sesto del campionato: meglio hanno fatto finora, oltre a Milan, Inter e Roma che precedono i bianconeri in classifica (con una gara in più) anche Napoli (che come la Juve ha una partita da recuperare) e l’Atalanta. Un paradosso, considerando che Andrea Pirlo può contare sul capocannoniere del campionato: Ronaldo finora ha fatto il suo (16 centri) ma i compagni di reparto non sono stati all’altezza. Mercoledì in Champions col Porto servirà di più, e non solo da parte di CR7, per mettere le mani sui quarti. “Abbiamo fatto i gol che dovevamo fare. Non è che la squadra che segna di più vince il campionato — ha detto il tecnico dopo la sconfitta con il Napoli, la terza in campionato —. L’importante è creare occasioni e giocare di squadra, poi chiaramente devi segnare”.

no ronaldo, no party

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Il problema della Ronaldo dipendenza però resta, evidenziato anche da un altro dato: dei 6 pareggi stagionali in campionato raccolti dai bianconeri, 4 sono arrivati quando CR7 non ha segnato (in tre occasioni era assente, solo una volta era in campo ma è rimasto a secco). Non solo: nelle 3 sconfitte in Serie A Cristiano c’era ma non ha fatto centro e la Juventus non è mai riuscita a segnare. Stessa cosa è accaduta in Champions nell’unica sconfitta del girone (contro il Barcellona): Ronaldo era out causa Covid e senza di lui la squadra ha chiuso il match senza reti.

pochi gol dagli altri

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Ronaldo è il re dei marcatori a pari merito con Lukaku, davanti a Ibrahimovic e Immobile. Ha una media di un gol ogni 96 minuti, difficile attribuirgli delle responsabilità sebbene a gennaio abbia fatto una rete in 4 gare di campionato (alla Roma). Gli altri però fanno fatica a tenere il suo passo: in 4 (Morata, Chiesa, Kulusevski e Dybala) non arrivano a 16 di Cristiano (14 in totale). Morata vede la porta più in Champions (6) che in campionato (4) e in A è ancora a secco nel 2021 (ultimo centro in Parma-Juve, 19 dicembre). Idem Kulusevski, 3 reti e l’ultima nello stesso match dello spagnolo. Chiesa è il migliore dopo CR7 (5) ma ha una media di uno ogni 3 partite circa.

serve joya

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Di sicuro alla Juventus manca Dybala, il giocatore che nel 2019-20 ha contribuito più di tutti, con Ronaldo, alla conquista del nono tricolore di fila (17 centri stagionali, di cui 11 in A). Il dieci ha avuto una prima parte di stagione travagliata: 2 gol in 668 minuti, ultimo degli attaccanti per minuti giocati (e anche per gol) per colpa di infortuni e problemi vari (tra cui una brutta infezione alle vie urinarie) che lo hanno costretto a trascorrere parecchio tempo in infermeria. La Juve di Pirlo dopo 22 giornate ha il secondo peggior attacco dell’era dei 9 scudetti: Conte l’anno del primo titolo (2011-12) segnava pochissimo (33 gol) però aveva un parco punte di caratura inferiore: Matri-Vucinic titolari, poi Quagliarella, Borriello e Del Piero. Per lo scudetto quest’anno in attacco serve qualcosa in più.

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