Segna poco, non crea pericoli, Milik unico baluardo: così la Juve non fa più paura

Bianconeri penultimi in Serie A per indice di pericolosità. Senza Pogba, Di Maria e Chiesa è dura negli ultimi 35 metri

Massimiliano Allegri sostiene da sempre che gli scudetti si vincono con le difese e infatti la sua Juventus per 5 volte campione d’Italia è sempre stata la squadra con meno gol subiti in Serie A, idem il Milan nella stagione in cui si piazzò al primo posto con il tecnico livornese in panchina. La Signora versione 2022-23 incassa meno rispetto al passato (5 gol subiti, la metà rispetto a quelli del 2021-22 dopo lo stesso numero di giornate) e questa è già una buona notizia, dopodiché per vincere le partite bisogna anche riuscire a segnare con continuità. E qui cominciano i problemi, perché i bianconeri sono, insieme alla Roma, l’unica squadra tra le prime 8 del nostro campionato a non essere ancora arrivata in doppia cifra.

Indice di pericolosità

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C’è un altro dato che è ancora più allarmante e che dà la percezione della fragilità della Signora in fase offensiva. Gli analisti del calcio hanno inventato un indice percentuale chiamato “Field Tilt”, per rivoluzionare il concetto di possesso palla e dominio della partita: in sostanza viene tenuto conto solamente del possesso palla di una squadra nell’ultimo terzo di campo, che poi è la zona d’attacco dove si possono creare più pericoli. Secondo l’indice in questione la Juventus è penultima davanti solo al Lecce, con il 41,37%. Da qui emerge la difficoltà dei bianconeri ad arrivare negli ultimi 35 metri, quelli in cui è molto più facile fare male all’avversario. Tanto per rendere l’idea, il Napoli è primo con il 60, 49%.

Tiri e precisione

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Inoltre la squadra di Allegri è nelle ultime posizioni anche per tiri in porta (16esima con 25, lo stesso numero della Cremonese, peggio hanno fatto solo Lecce, Verona, Monza e Spezia) e per “shots accurancy” che sarebbe la percentuale di tiri nello specchio sul totale (17° con 27,8, in questo caso la Cremonese ha fatto addirittura meglio e alle spalle della Signora si piazzano Verona, Monza e Spezia).

Fantasia cercasi

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Sicuramente le assenze, cavallo di battaglia di Allegri, in questo inizio di stagione, hanno avuto un peso, perché senza Pogba e Chiesa e con Di Maria finora solo a mezzo servizio è più difficile inventare negli ultimi 30-35 metri. Il centrocampista francese e l’esterno argentino erano stati presi per quello ma uno non è nemmeno mai sceso in campo, l’altro ha giocato solo 187 minuti in Serie A e solo nel primo tempo col Sassuolo abbiamo avuto un bignami delle sue qualità, visto che a Monza prima di essere espulso per una gomitata era stato il peggiore in campo. Il momento negativo di Cuadrado (assente nell’ultimo match di campionato per squalifica), un altro che negli ultimi 30-35 metri ti può sempre inventare qualcosa, di sicuro non aiuta. E Kostic, esterno serbo acquistato dall’Eintracht Francoforte per aumentare la pericolosità e anche l’efficacia della manovra offensiva, non è ancora riuscito a incidere, nonostante la sua fama di crossatore seriale (confermata dai numeri in Bundesliga della scorsa stagione) e assistman.

Attacco in panne

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La percentuale realizzativa resta bassa non solo in confronto alle altre nella stagione attuale ma anche se si vanno a ripescare le cifre del passato: 9 gol fatti è record negativo per il bianconeri negli ultimi 14 anni (l’ultima volta che la Juventus fece peggio era il 2008-09, quando in panchina c’erano Claudio Ranieri prima e Ciro Ferrara poi e il piazzamento a fine stagione fu un secondo posto).

Come nel 2015-’16

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L’unica consolazione è che il numero di reti dopo 7 giornate è lo stesso del 2015-16, quando a maggio fu comunque scudetto grazie a una straordinaria rimonta targata Allegri. L’attacco di Max aveva iniziato meglio persino l’anno scorso, quando non aveva ancora Vlahovic, arrivato a gennaio (11 centri). In più il centravanti serbo un anno fa con la maglia della Fiorentina aveva segnato lo stesso numero di gol (4), giocando anche di più (7 match su 7, tutti da titolare, mentre in questa stagione è rimasto in panchina per 90 minuti a Firenze).

Aggrappati a Milik

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DV9 in campionato ha una media di una rete ogni 132 minuti, peggio di Milik che invece ne ha fatta una ogni 72 e senza calciare rigori e punizioni. Dei 4 gol di Dusan, infatti, solo uno è arrivato su azione (nel primo match contro il Sassuolo). In campionato finora l’unico altro attaccante/esterno offensivo a essere entrato nel tabellino dei marcatori è stato Di Maria, gli altri centri portano la firma di due difensori (Bremer e Bonucci). Sicuramente quando rientreranno Pogba, Chiesa e Di Maria (squalificato per 2 turni) la situazione migliorerà, ma intanto Allegri dovrà trovare il modo per aumentare la pericolosità della sua Signora.

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