Scudetto, Napoli e Juve sono lontane

L’anno scorso il Milan ha vinto il campionato con 7 punti di vantaggio sul Napoli e 16 sulla Juventus. L’Inter è arrivata seconda con 5 punti più del Napoli e 14 più della Juventus. E in questo mercato, almeno fino a questo momento, Milan e Inter si sono mosse con più forza di Juventus e Napoli. Il Milan aveva la miglior difesa e solo il terzo attacco del campionato, così ha lasciato intatta la difesa (che sarà rafforzata comunque dal recupero di Kjaer) e ha messo dentro due trequartisti come Adli e De Ketelaere e una punta come Origi. Uscito Kessie, ha fatto rientrare Pobega: pronti a scommettere, non ci sarà tanta differenza. Insomma, tutto secondo logica. Lo stesso si può dire dell’Inter che ha aumentato il potenziale offensivo con Lukaku, la corsa con Bellanova, la tecnica con Mkhitaryan, il ragionamento con Asllani.

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Juventus e Napoli, per accorciare la distanza, già corposa nella stagione scorsa, con le milanesi, devono fare di più e meglio. Vediamo la Juve: non ha più De Ligt, Chiellini, Dybala e Morata, ha preso Bremer, Gatti, Pogba e Di Maria, ma nel frattempo ha perso il giocatore che avrebbe dovuto alzare lo scadente livello del centrocampo bianconero. Senza Pogba fa un passo indietro e torna al grigiore di un anno fa. E’ vero, sono arrivati anche i giovani centrocampisti Rovella e Fagioli (già tesserati dalla Juve), ma ci vuole altro per pensare davvero a un riscatto. L’idea ce l’ha avuta la Roma, con Wijnaldum. Ecco, è un giocatore così che serve alla Juventus. C’è una giustificata soddisfazione nel club bianconero per l’acquisto di Bremer, però l’ex granata come caratteristiche sostituisce Chiellini, non De Ligt. Il quale, nonostante un certo talento da pallavolista, garantiva almeno personalità ed esperienza, qualità che non si possono chiedere a Gatti al debutto in A.

Juve, l'intesa Vlahovic-Di Maria non va: vince il Real Madrid

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Non torna nemmeno il discorso per l’attacco. Il punto a favore è che Vlahovic, arrivato nel gennaio scorso, inizierà il suo primo campionato intero con la Juventus e al suo fianco avrà un esterno di consolidato spessore tecnico come Di Maria, giocatore che fa innamorare la gente per il talento, le idee, le intuizioni. L’ex parigino sarà la sponda ideale per Dusan e prenderà il posto di Dybala, che nell’ultima sfortunata stagione, saltando da un infortunio all’altro, da un accidente all’altro, aveva comunque segnato 15 gol. Peserà l’assenza della Joya? A inizio stagione non ci sarà nemmeno l’altro esterno titolare, Federico Chiesa, il cui rientro è atteso in ottobre. E non ci sarà soprattutto Morata che, fra tutti gli attaccanti bianconeri (ma non solo), era quello che si accollava il lavoro duro e sporco (e nonostante tutto ha chiuso con 9 gol). In sintesi: sul mercato la Juve deve ancora muoversi, adesso anche in fretta e bene. Le milanesi, in questo momento, sono oltre.

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Un discorso simile vale per il Napoli, a meno che non sia in atto un celato (nemmeno troppo) ridimensionamento. Mertens, Insigne e Koulibaly, i tre giocatori determinanti delle stagioni d’oro napoletane, hanno lasciato il golfo. Come rinforzi veri, praticamente titolari, sono arrivati il sudcoreano Kim, il georgiano Kvaratskhelia e l’uruguayano Olivera. Restano aperti i casi di Fabian Ruiz (ecco un altro tipo di giocatore che potrebbe essere adatto alla Juventus) e di Zielinski, e si parla molto di Raspadori. Ma se la linea è quella di abbassare il monte ingaggi, in caso di altre cessioni non c’è da aspettarsi acquisti fantastici. Nel campionato scorso il Napoli non era fra le candidate allo scudetto, però per un lungo periodo ha lottato con le milanesi. Per tentare di restare a quel livello, un giocatore come Raspadori è indispensabile. Spalletti ha bisogno di alternative, l’organico oggi è più leggero. Se la Juve deve acquistare campioni veri per rilanciarsi, il Napoli ha comunque la necessità di migliorare squadra e panchina anche solo per confermarsi.

Raspadori-Napoli, c’è l’accordo

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