Sassuolo, Dionisi: “Traoré gioca se sta bene. La Samp in certi reparti è meglio di noi”

Le dichiarazioni dell’allenatore del Sassuolo, Alessio Dionisi

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3 gennaio – Palermo

La 16^ giornata di campionato vede la Sampdoria fare visita al Sassuolo, nel match in programma mercoledì 4 gennaio alle 12:30 allo Stadio Mapei. I neroverdi sono reduci dal duro ko subito contro il Bologna per 3-0, mentre i blucerchiati vengono dalla pesante sconfitta in casa propria per 0-2 contro il Lecce. Una sfida presentata dalla sala stampa del “Mapei Football Center” dal tecnico Alessio Dionisi: “Peccato per l’ultima settimana, se penso alle prime quindici partite, quando abbiamo peggiorato quanto di buono fatto in precedenza. Ora si riparte, recuperiamo tanti giocatori offensivi, avrò tanta scelta e questo la dice lunga: sono convinto che se riusciremo a trovare continuità riusciremo a essere ancora più offensivi. Dobbiamo esserlo”.

Traoré: “Diciamo che se sta bene è in campo. Non dico solo fisicamente: ha fatto i primi mesi dove fisicamente non stava bene e abbiamo provato a forzarlo, ma deve stare bene anche mentalmente. È giovane, deve ancora finire il suo percorso di maturazione e deve essere bravo a trovare la sua posizione. In questo momento lo stiamo provando più dentro il campo e giocherà lì, se giocherà”.

Berardi: “Si è sempre parlato del Sassuolo e di Berardi, perché è un giocatore che fa la differenza. Ma la forza deriva dalla squadra, poi il singolo la esalta. Che devo chiedere a Domenico? Di essere se stesso, come è sempre stato. Purtroppo è stato poco a disposizione per un infortunio, domani sarà in campo ed è importante per lui così come per tutto il Sassuolo”.

Pinamonti: “Diciamo che di acquisti in estate ce ne sono stati… anche perché ci sono state anche le cessioni. Gli allenamenti fanno tanto, ma le partite ancora di più. Ho già detto che mi aspetto di più da Andrea, fermo restando che ha già fatto cose positive nelle prestazioni di squadra. Anche lui deve pretendere qualcosa di più da se stesso, ma questo vale per chiunque: nessun giocatore in Serie A può fermarsi”.

Possibili rinforzi: “Io sono in linea con la società, per me è un anno di transizione perché abbiamo cambiato qualcosina e dobbiamo consolidarci: non serve nessuno, servono giocatori inquadrati e staff inquadrato. Tutti allineati per far crescere il Sassuolo”.

Cifre rinnovoD’Andrea: “Non lo so e non mi interessa, non giudico i calciatori in base ai loro compensi. È un primo traguardo, è solo l’inizio e deve crescere tanto: ha già fatto vedere ottime cose, ma non diamogli troppo carico. Nessuno si aspettava niente da lui, deve solo cercare di rimanere equilibrato, firmare un contratto a 18 anni di cinque anni col Sassuolo è motivo di vanto e orgoglio”.

Fase difensiva: “Non per venire meno alle responsabilità come allenatore, ma abbiamo lavorato molto sulla fase difensiva anche nella scorsa stagione. Molto… Abbiamo lavorato abbastanza: i risultati si vedevano in allenamento e non in partita, tanto dipende dalla volontà. L’allenatore deve essere bravo a stimolare anche la volontà dei giocatori, però tutto passa da quello: per me è un’ambizione confermare quanto fatto lo scorso anno. Se non è così per qualcuno è normale che tutto quello che si prova in allenamento poi in partita può non venire. Tanto passa da quello che si vuole: la volontà non sempre c’è stata e deve esserci in tutti, se vogliamo ambire a fare quello step in più”.

Sampdoria: “Non mi piace credere a tutto quello che si dice. La Sampdoria è una squadra composta da giocatori bravi ed esperti, in alcuni casi anche più dei nostri. Al tempo stesso, oggi ha forse raggiunto la consapevolezza del suo obiettivo, che prima non era ben chiaro. Le partite prima di essere giocate sono molto equilibrate, basta anche analizzare le ultime gare della Sampdoria: con la Fiorentina ha preso gol su palla inattiva e negli ultimi minuti, con il Lecce ha preso gol a fine primo tempo e a partita finita. Poi non è che non valgono questi gol, però… Dobbiamo rispettarla e giocare per vincere”.

Mondiale: “A me è piaciuto. Parlo delle partite, non del contorno. Secondo me ha ricordato un po’ quando nel post Covid si giocava tanto, appena si abbassano i ritmi i giocatori con più qualità determinano. E non è un caso che in fondo siano arrivate le squadre con individualità più importanti”.

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