Sarri la spunta su Mou in un derby show: la Lazio supera 3-2 la Roma

Biancocelesti sempre avanti: i giallorossi reagiscono ma non basta, alla fine decide il gol di Felipe Anderson

Il derby dice Lazio e Sarri può finalmente gioire dopo un periodo delicatissimo. Il derby rilancia la sua squadra e soprattutto il suo progetto. Ma la Roma non esce ridimensionata dalla stracittadina romana. Giocata bene da entrambe le squadre, senza un attimo di pausa. All’inglese, insomma, come giustamente avranno apprezzato i rispettivi allenatori che la Premier l’hanno conosciuta davvero (Mourinho ne è un decano, ma anche Sarri ci ha allenato). Un pareggio avrebbe forse rispecchiato meglio l’andamento della gara, soprattutto sotto il profilo delle occasioni da rete che si sono sostanzialmente equivalse. Ma la Lazio alla fine prevale in virtù della sua superiorità nei primi 25 minuti di gioco, nel corso dei quali i biancocelesti sono padroni del campo e segnano i primi due gol che alla lunga faranno la differenza. Poi la gara è equilibrata, anzi la Roma la gioca forse anche meglio, ma quando parti dallo 0-2, specie in un derby, è difficile per non dire impossibile risalire la china.

Subito scintille

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La Lazio approccia meglio la partita, nonostante le difficoltà delle ultime settimane. I biancocelesti, rispetto ai giallorossi, danno l’impressione di sapere meglio cosa fare e come farlo, almeno nella parte iniziale della gara. Palleggio stretto in mezzo al campo e poi sfruttamento dell’ampiezza, col pallone che viene smistato sulle fasce laterali. Il gol con cui la squadra di Sarri sblocca il risultato al 10’ è esattamente il manifesto di questa impostazione di gara. Milinkovic e Immobile si scambiano palla sulla trequarti, il centravanti apre poi sull’out di destra per Anderson che scodella in area dove si inserisce Milinkovic per il colpo di testa dell’1-0. Difesa della Roma che resta a guardare, sorpresa dallo scambio in velocità e dall’inserimento del centrocampista: Karsdorp e Mancini provano a chiudere, ma è tardi, così come Rui Patricio è impossibilitato ad anticipare Milinkovic. Anzi, sullo slancio lo travolge e becca anche il giallo. La Roma accusa il colpo, la Lazio gioca sul velluto, favorita anche dagli spazi che si aprono per il contropiede. Il raddoppio arriva proprio in questo modo. Immobile, lanciato da Luis Alberto, si invola sulla sinistra, serve al centro Pedro che di piatto destro dal limite dell’’rea supera Rui Patricio. La Roma reclama un possibile rigore per il contatto Hysaj-Zaniolo all’alba dell’azione. Il contatto in effetti c’è, ma non sembra sufficiente per decretare il rigore. Almeno questa è l’idea sia dell’arbitro Guida, che lascia correre, sia del Var Irrati che non interviene. Qualche minuto più tardi è anche la Lazio a reclamare un penalty per un contatto simile tra Ibanez e Anderson. Anche qua arbitro e Var ritengono che sia troppo poco per fischiare il rigore. Si arriva così a metà primo tempo e qui l’inerzia della gara cambia. La Lazio rallenta i ritmi del possesso palla, anche perché la Roma aumenta la densità in mezzo al campo e pressa gli avversari. Arrivano così anche le palle-gol per i giallorossi. Reina salva sul tiro dalla distanza di Veretout, poi viene salvato dal palo sul colpo di testa di Zaniolo. Ma nulla può al 41’ su un altro colpo di testa, quello di Ibanez su angolo di Mkhitaryan. Si va così al riposo sul 2-1.

Botta e risposta

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Il secondo tempo comincia sulla stessa falsariga della seconda parte del primo. Roma protesa alla ricerca del gol e Lazio che cerca di sfruttare il contropiede. La partita non ha pause, le emozioni si susseguono da una parte e dall’altra. La prima a capitalizzare un’occasione è però la Lazio. Che al 17’ sorprende ancora la Roma in contropiede. Luis Alberto lancia Immobile dalla sua metà campo, il centravanti corre da solo verso la porta, poi al momento del tiro rientra verso l’area e serve l’accorrente Felipe Anderson che deve solo depositare in rete. La botta è durissima per una Roma che si era riorganizzata bene dopo l’avvio difficile. Ma la squadra di Mourinho ha il merito di non arrendersi. Si getta con il cuore in avanti, spinta soprattutto da Zaniolo. E sfiora subito il gol proprio con il numero 22. Il 3-2 arriva lo stesso dagli 11 metri, con la solita esecuzione impeccabile di Veretout. Guida concede il penalty per il contatto tra Zaniolo e Acerbi che viene confermato anche dopo essere stato rivisto al Var. Manca ancora mezzo tempo e la Roma ci crede. Mourinho getta dentro Shomurodov per El Shaarawy e poi Carles Perez per uno stremato Zaniolo. Nel finale il tecnico portoghese getterà nella mischia anche Smalling e Zalewski per Vina e Karsdorp, passando al 3-4-3. Ma il risultato non cambia. La Roma ci prova con qualche mischia, ma la difesa della Lazio è sempre attenta. Grazie anche ai cambi conservativi di Sarri (Cataldi per Leiva e Akpa Akpro per Luis Alberto). Sono così i biancocelesti a sfiorare il quarto gol con Immobile. Ma il centravanti della Lazio calcia fuori da ottima posizione davanti a Rui Patricio. Finisce con entrambe le squadre sotto la curva, osannate dai rispettivi tifosi. Giusto così. Un bel derby, giocato con veemenza ma senza eccessiva cattiveria e con entrambe le squadre che hanno onorato il calcio.

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