Sarri e quel “germe” che non fa decollare la Lazio. Che fare?

Dopo il ko con i danesi del Midtjylland Sarri ha parlato di una sindrome che colpisce la squadra: dal ritiro al turn over, ecco come la affronterà

Dal nostro inviato Stefano Cieri

16 settembre – Herning (Danimarca)

Una sconfitta così, in Europa, non si vedeva da tempo per la Lazio. E, quando era arrivata (con quattro gol di scarto, come ieri) gli avversari si chiamavano Chelsea, Barcellona e Ipswich. Stavolta invece la scoppola è arrivata dal Midtjylland , formazione che nelle ultime due occasioni in cui aveva ospitato nel suo stadio una squadra italiana era uscita con le ossa rotte (sconfitta 4-1 dal Napoli di Sarri nel 2015 in Europa League e 4-0 dall’Atalanta di Gasperini nel 2020 in Champions). Insomma, non un avversario irresistibile. E invece la Lazio è naufragata, rimediando la seconda sconfitta più larga della sua storia europea (solo con il Lens, nella Coppa Uefa 1977, rimediò un k.o. peggiore, perdendo per 6-0).

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