Sarri e la Supercoppa: le solite lamentele, pagate sempre a peso d’oro

Il tecnico della Lazio all’attacco su orario e luogo delle partite. Ma i benefici del sistema ricadono anche su di lui

La solita lamentela sull’orario: “Giocare a mezzogiorno e mezzo è stata un’imboscata, ma sarebbe stato difficile anche se lo avessimo fatto alle 21”. Il carico da undici sulla Supercoppa in Arabia: “Prendi i soldi e scappa (il titolo di un vecchio film di Woody Allen, ndr). È il segno di un campionato che ha bisogno di soldi e che li cerca nelle maniere meno opportune”. Le partite all’ora di pranzo e la Supercoppa a Riad servono anche a pagare gli stipendi di Maurizio Sarri. Che da anni si pone come il Che Guevara del pallone, un ribelle anti-sistema. 

Peccato che Sarri sia immerso dentro questo sistema e grazie al sistema benefici di contratti milionari. Il campionario delle scuse e delle accuse sarriane è venuto a noia. Se il calcio italiano di vertice non gli piace, torni a lavorare all’estero, magari in Premier dove è già stato e sa bene che si gioca all’una come alla sera tardi col freddo. Oppure ritorni alla purezza delle base, tra i dilettanti della Toscana, dove ha iniziato ad allenare. Con tutti i soldi che ha preso, può andare dove vuole.

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