Sarri affida l’EuroLazio a Milinkovic

ROMA – Delitto e castigo, è la doppia beffa di Milinkovic. La squalifica è arrivata ieri e la motivazione del giallo scattato dopo il contatto con Bronn della Salernitana è rientrata nella categoria «comportamento scorretto nei confronti di un avversario…», si legge nel comunicato del Giudice. La formula è di routine, un’irrisione stando ai fatti. E’ quando subisci un’ingiustizia così che ti viene voglia di spaccare il mondo. Sergej, dopo il derby proibito, si può sfogare domani, trascinando la Lazio al primo posto del girone F. Pieno d’orgoglio, spinge la Lazio alla riscossa. Il destino (diciamo così) gli ha tolto il derby, gli ridà l’Europa. Da domenica in poi stanno tutti lì a dirgli “dai Sergej che ti prendi la rivincita giovedì”. E’ ora di allargare la sua grandezza in ambito internazionale, più che mai. Sarri ha confessato d’essersi pentito di aver lanciato Sergej in corsa, s’è reso conto che ha corso gli stessi rischi, forse maggiori. Milinkovic non ama il part-time, ma non è spocchia. Entrare in corsa non l’ha mai elettrizzato perché per caratteristiche fisiche ci mette un po’ a carburare, fa fatica a incidere. Sarri ha pensato solo al derby, non ha fatto altri calcoli.

Il Giudice Sportivo ferma Milinkovic: salta il derby

La missione

Mau cerca appigli sicuri, mani che sappiano guidare la Lazio. Chiede a Sergej di garantire alla Lazio il passaggio del turno da prima per evitare ingolfamenti ulteriori di calendario e non incrociare squadre Champions nel turno successivo. Ha utilizzato Milinkovic con il contagocce in Europa. All’andata, contro il Feyenoord, lo lasciò in panchina, gli fece giocare gli ultimi venti minuti. «Quando possiamo limitare il suo minutaggio va fatto», ripete spesso Mau. Su cinque partite gliene ha fatte giocare solo due da titolare, quelle contro lo Sturm Graz (in Austria) e il Midtjylland (all’Olimpico). Sergio ha colpito due volte a distanza, contro i danesi tra andata e ritorno. Non ha mai colpito due volte di fila, ci proverà domani. Ha sempre chiuso a due gol in Europa League (nel 2015-16 e nel 2017-18), cerca il tris record. Sarri lo utilizzerà sempre d’ora in poi. Lo farà giocare in Europa, dovrà rinunciarci nel derby, ci punterà contro Monza e Juventus la prossima settimana. Poi lo vedrà partire per il Mondiale. A Mau restano tre partite su quattro per servirsi del Sergente, anche in versione capitano finché non rientrerà Ciro. I due gol europei si sommano ai tre segnati in Serie A e ai 7 assist sfornati sempre in campionato. Ha già garantito 12 colpi, la statistica lo proietta sul podio dei migliori centrocampisti del continente con De Bruyne del City. Ormai ha raggiunto i suoi livelli di rendimento, sono star del ruolo nei cinque campionati d’élite.

Il valore

Milinkovic è tornato ad essere “Milionkovic”, sulla sua valutazione è nata una diatriba a distanza tra Lotito e il manager del Sergente, Mateja Kezman. Il presidente, se proprio deve indicare un prezzo, lo fissa in 120 milioni e ragiona al rialzo. Kezman a fine agosto sentenziò che «non può valere 100 milioni», fa pesare la scadenza del contratto nel 2024. Del futuro del Sergente si parlerà dopo il Mondiale, è stato sempre l’agente di Sergio a indicare i tempi. Per stemperare il caso si può ricordare la valutazione che Sergej ha dato di se stesso al Fantacalcio. A settembre confessò di essersi scelto: «Anche io ho preso Milinkovic al Fantacalcio. Quanto mi sono pagato? 120 su 600 fantamilioni». Chissà se i 120 milioni spesi sono stati casuali o se causticamente si rifanno alla valutazione che Lotito dà del Sergente. Sarà il Mondiale a valutare o svalutare il costo dell’ambito Sergej. E’ il prezzo del successo o dell’insuccesso, a prova di Lotito. 


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