Sanchez senza freni: “Sono un leone in gabbia, se mi fanno giocare divento un mostro”

Il cileno ha deciso la Supercoppa: “Pensavo che avrei giocato perché ero in forma, avevo fame di vincere qualcosa”

È il suo momento. Tre gol nelle ultime cinque partite per Alexis Sanchez, ma soprattutto il lampo che arricchisce la bacheca dell’Inter: Alex Sandro la combina grossa nell’area della Juve, Darmian beffa Chiellini, il Niño Maravilla si fa trovare pronto e batte Perin. “Il campione più gioca, meglio sta. E fa cose che nessun’altro fa”. Il cileno si presenta ai microfoni con orgoglio e con la voglia di togliersi qualche sassolino: “Pensavo che avrei giocato perché ero in forma, avevo fame di vincere qualcosa”.

LEONE IN GABBIA

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Si definisce un leone in gabbia, Alexis Sanchez: “Per me le cose non sono mai andate male, semplicemente non mi facevano giocare. Sono stato un leone in gabbia, se mi fanno giocare divento un mostro. Conte mi diceva che nessuno era come me e che dovevo fare la differenza negli ultimi 15’. Gli rispondevo che così mi faceva soffrire”. La panchina è stata sempre stretta a Sanchez, quella stessa panchina che dopo il gol ha attraversato il campo e si è riversata in massa per circondare di calore e di entusiasmo l’uomo partita.

PENSARE IN GRANDE

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Tutto sembrava portare ai calci di rigore, la Juve stava perfino studiando il fallo tattico per mandare dentro Bonucci, specialista dal dischetto. Da qualche settimana l’ex United è un titolare aggiunto per Simone Inzaghi, da stasera è l’autore di uno dei gol più iconici degli ultimi anni nerazzurri. E della rete più tardiva nella storia della Supercoppa italiana: superata quella di Higuaín sempre contro la Juventus nel 2014, al 118’. Il leone è definitivamente uscito dalla gabbia, nella notte del riscatto di Sanchez e di una nuova coppa per la sua Inter. “Ciclo? La strada è giusta: dobbiamo sempre pensare in grande”.

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