San Siro, dibattito chiuso: Milan e Inter pronte allo sprint per il nuovo stadio

Domani la relazione finale dopo gli incontri in Comune: le due società puntano a iniziare il progetto esecutivo a gennaio

L’appuntamento è fissato per domani a mezzogiorno: a Palazzo Marino sarà presentata la relazione conclusiva relativa al dibattito pubblico sul nuovo stadio di San Siro. Se l’evento farà registrare il pienone lo vedremo (nella Sala Brigida del Comune saranno ammessi solo i giornalisti, ma tutti i cittadini interessati potranno seguire la presentazione in diretta streaming, sulla pagina Facebook del dibattito), quel che è certo è che Inter e Milan questa partita la giocheranno insieme, come del resto succede da quasi tre anni mezzo a questa parte: mentre Andrea Pillon, coordinatore del dibattito cominciato il 28 settembre scorso, illustrerà quanto emerso dai dieci incontri di questi quaranta giorni, i due club ascolteranno temi, posizioni e istanze per poi tirare le somme e prepararsi al prossimo passo.

Ovvero avere un nuovo ok dal Comune ed entrare nel vivo del progetto esecutivo, previsto per l’inizio del 2023, per poi avviare i lavori del nuovo impianto nel 2024. E traslocare finalmente nella nuova casa, a partire dalla stagione 2027-2028.

il destino del meazza

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Dall’estate del 2019 — momento in cui i due club hanno presentato lo studio di fattibilità per il nuovo San Siro — a oggi molte cose sono cambiate. Dalle volumetrie in ballo per il progetto di riqualificazione dell’area urbana (ridotte progressivamente sempre di più) alla forma della Cattedrale progettata dagli americani di Populous, prima squadrata e poi ovale, fino ovviamente al destino del Meazza così come lo conosciamo. Sull’argomento Milan, Inter e Comune si sono confrontati a lungo (basti pensare che il via libera iniziale di Palazzo Marino era stato vincolato alla necessità che una parte dello stadio di oggi restasse in vita, “rinfunzionalizzata”) ma calcoli e simulazioni alla fine hanno indicato un’unica via possibile, quella da sempre battuta dai due club. San Siro sarà demolito totalmente, “altrimenti c’è il rischio che i due club vadano altrove”, come ha detto il sindaco di Milano, Beppe Sala. A rimettere tutto in discussione è stato di recente Vittorio Sgarbi, neosottosegretario alla Cultura: “Il Meazza non si tocca, lo dice la legge. Servirebbe una decisione del Ministero per dire “abbattetelo” e non arriverà mai”. Parole alle quali hanno fatto seguito quelle di Sala, messe per iscritto in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Queste dichiarazioni appaiono esorbitare dalle competenze del sottosegretario e sembrano piuttosto destinate ad alimentare confusione e disorientamento che nuocciono al corretto esercizio dei poteri pubblici nell’interesse della collettività. Faccio appello, pertanto, alla autorevolezza del suo ruolo per chiederle chiarezza su queste vicende”.

tabella di marcia

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Quello che è chiaro è che Inter e Milan non intendono andare oltre rispetto alla loro tabella di marcia: fra 5 anni vogliono giocare in uno stadio moderno, di proprietà, con una capienza di 65mila posti. La realizzazione dell’intero progetto (stadio più distretto urbano) costerà 1,3 miliardi di euro e potrà garantire un ricavo di circa 40 milioni all’anno ad ogni club. Gli intoppi burocratici, fino a oggi, non sono mancati. Ecco perché la chiusura del dibattito pubblico di domani dovrà aprire una nuova fase, quella dell’accelerata. Alla relazione sul dibattito seguirà il parere del Comune e quello di Inter e Milan. La giunta approverà una prima delibera e “a quel punto le società avranno il compito, da un lato di costruire il progetto esecutivo e dall’altro quello di spiegare meglio come San Siro verrebbe smantellato”, ha spiegato Sala di recente. Nel frattempo, a Sesto San Giovanni resteranno alla finestra, pronti a lanciarsi sull’eventuale “seconda palla” che la partita per il nuovo San Siro potrebbe regalare: Milan e Inter non lo hanno mai nascosto, andranno a giocare dove rifare casa sarà più semplice e più veloce. Prima di godersi lo spettacolo del suo primo derby al Meazza, il numero uno rossonero Gerry Cardinale aveva fatto visita all’area delle ex acciaierie Falck. Guai a farsi trovare impreparati.

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