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Torna la corsa spagnola, il belga sfida lo sloveno dopo una preparazione mirata a Livigno. L’Italia manca dal podio dal 2008: ci provano lo Squalo e Bettiol

La storia del ciclismo passa anche da qui, dalla Classica di San Sebastian: l’arrivo lungo la spiaggia della Concha, con gli ombrelloni aperti e i turisti in costume, è uno dei più spettacolari del circuito mondiale. L’unica classica spagnola, che resta la sola vittoria di Miguel Indurain in una corsa di un giorno (1990), è stata per un decennio provincia italiana: per nove edizioni di fila, da Bugno 1991 a Casagrande 1999, c’è stato almeno (!) un azzurro sul podio. La tripletta nel 1993 con Chiappucci, Faresin, Volpi, e nel 2003 con la vittoria di Bettini su Basso e Di Luca. Nel 2007 vinse Bertagnolli; Rebellin 3° nel 2008, e da allora l’Italia è scomparsa.

Speranze

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Oggi tra i 156 partenti c’è Alberto Bettiol, già pimpante al Tour, ha il numero 1 (nel 2021 successo del suo compagno Powless) ed è un bel segnale per il fiorentino che punta forte sul Mondiale. E c’è anche il simbolo per un decennio del nostro movimento, Vincenzo Nibali. Lo Squalo ha scelto una campagna di Spagna con destinazione Vuelta, e si è fatto vedere alla Castilla y Leon con qualche allungo potente, al fianco di Simon Yates (che ha vinto). Ci sono Cattaneo, Pozzovivo, Rota (4° nel 2021), ritorna Hindley, re del Giro, ecco Mohoric, Gaudu (4° al Tour), Almeida e Ayuso e Valverde, all’ultima recita sul palcoscenico basco. Ma questa 42ª edizione della Clasica (km 225) è pure un antipasto del Tour 2023, che scatterà proprio dai Paesi Baschi, da Bilbao. E non è un caso che Tadej Pogacar, dopo il secondo posto in Francia e qualche giorno di relax a incitare la fidanzata Urska Zygart al Tour donne, sia qui all’ultimo impegno prima di rientrare il 28 agosto a Plouay.

Pogacar contro Evenepoel

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Lo sloveno, 23 anni, trova un percorso perfetto per chiudere con il botto questa fase della stagione: gli ultimi 60 km sono veramente tosti, con le salite di Jaizkibel (7,4 km al 5,8%), Erlaitz (4 km al 10%) e il durissimo Murgil (2,1 km al 9,8% medio con punte del 16%) a 8 km dall’arrivo. Ma c’è un campioncino ancora più favorito di lui, ed è Remco Evenepoel, che nel 2019 ha dominato la Clasica per la prima grande vittoria da pro’ a 19 anni. Pogacar contro Evenepoel è una delle sfide tra fenomeni della generazione “nati pronti” meno ripetute: in tre stagioni, appena 16 volte. Evenepoel debutterà alla Vuelta e racconta: “Per la prima volta ho fatto un ritiro di tre settimane a Livigno dedicato alle salite, alle lunghe salite. Mi sono allenato sul vero Mortirolo, quello del versante di Mazzo, l’ho fatto tre volte. E poi Stelvio, Bormio 2000…”. Per prepararsi, il belga della Quick Step-Alpha Vinyl che ha vinto la Liegi-Bastogne-Liegi è salito a Trepalle, frazione di Livigno, il comune più alto d’Italia a 2.069 metri di quota. Lì alzi la testa e trovi i giganti. E Remco ha preso ispirazione: 85 ore di bici in 19 giorni, praticamente un’intera corsa a tappe simulata. “Peso un paio di chili in meno rispetto a tre anni fa, sono diventato più uomo, analizzo meglio le corse. Pogacar? Ai miei occhi è sempre il migliore del mondo: quello sul Galibier sotto gli attacchi della Jumbo è stato uno dei giorni più duri della sua vita, e ha resistito da solo. E per me sarebbe un sogno essere un giorno a lottare con lui per la classifica di un giro”.

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