Samp vicina al baratro. Garrone: “I responsabili sono Ferrero e l’attuale CdA”

Dura presa di posizione dell’ex presidente, che nel 2014 aveva ceduto il club a Massimo Ferrero, prima di supportare invano la cordata-Vialli nel 2019 e, in tempi recentissimi, anche il fondo Merlyn Partners, respinto però dall’azionista di riferimento

Una presa di posizione dura, ma assolutamente coerente, quella dell’ex presidente sampdoriano Edoardo Garrone. Attraverso un comunicato ufficiale diffuso oggi poco dopo le 14, in uno dei momenti più drammatici della storia blucerchiata, Garrone chiama in causa in maniera diretta Massimo Ferrero, la cui famiglia è azionista di riferimento del club e anche il CdA attuale, guidato dall’ex dello scudetto Marco Lanna, insieme ad altri tre consiglieri. La Samp è sull’orlo del baratro, ha atteso invano sino a oggi che Ferrero medesimo trovasse le risorse per ricapitalizzare la società. Ma, sinora, com’era facilmente intuibile, nessuno è stato disposto a concedergli 35 milioni prendendo le azioni della Samp in pegno. Bisogna pagare a breve una nuova rata dei debiti con il fisco e, entro il 16 febbraio, servono poco meno di una dozzina di milioni per pagare gli stipendi dei tesserati dell’ultimo trimestre 2022, per evitare una penalizzazione.

QUELLA PROMESSA

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La lettera aperta di Edoardo Garrone è durissima nei confronti di Ferrero, ma richiama anche il CdA alle sue responsabilità. E alle sue scelte. “La Sampdoria – spiega l’ex presidente – dal 2019 vive uno stato di crisi dovuto alla situazione generale che ha investito il Presidente Massimo Ferrero e le sue società. Un soggetto che oggi riceve giudizi molto duri, ma che fino a pochi anni fa era parte integrante del sistema calcistico nazionale dentro e fuori il campo di gioco. In un silenzio vigile e operoso ho sempre seguito le vicende societarie della Sampdoria. Non ho dimenticato i sacrifici compiuti dalla mia famiglia durante i 12 anni in cui abbiamo avuto l’onore e l’onere di avere la responsabilità della gestione della società. Non ho dimenticato le mie parole di quell’11 giugno 2019 e l’atmosfera e le circostanze che hanno portato a quel momento. È stato quindi normale per me, anche per il rapporto di reciproca stima con Gianluca Vialli rispondere “presente” quando mi chiese di aiutarlo nei suoi tentativi di acquisizione della Sampdoria nel 2019, supportandolo nelle trattative e impegnandomi con lui a sottoscrivere una quota dell’investimento insieme ad altri importanti soggetti internazionali. Tutti vi ricorderete i continui “tira e molla” e rialzi di Massimo Ferrero, che portarono Gianluca Vialli dopo quasi un anno e ben due tentativi a ritirare le importanti offerte”.

IL PRESENTE

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E veniamo al presente. “Quando Alessandro Barnaba, i primi giorni di ottobre del 2022, mi chiese di incontrarlo perché interessato a valutare l’acquisizione della Sampdoria con il suo fondo Merlyn Partner fui ben lieto prima di aiutarlo a comprendere meglio il contesto generale e successivamente di ascoltare e valutare il suo piano. La proposta del Fondo Merlyn era caratterizzata da un piano industriale molto serio per il salvataggio della società e il rilancio della squadra e prevedeva per la sua realizzazione una serie di condizioni e il rispetto di una precisa tempistica. Anche in questo caso, come già avvenuto alcuni anni prima con l’operazione Vialli, considerata la qualità del progetto e le professionalità in campo ci siamo resi disponibili a valutare la sottoscrizione, tramite la nostra holding di partecipazioni San Quirico, di una quota insieme ad altri investitori internazionali, qualora le condizioni ben evidenziate da Alessandro Barnaba per rendere fattibile l’operazione si fossero verificate. Questo scenario, come tutti noi ben sappiamo, non si è avverato. La proposta di Barnaba e di Merlyn Partner non è stata presa in considerazione né dalla proprietà che ha evidentemente altri obiettivi ma certamente non quelli del salvataggio della società e il rilancio della squadra, né dal CdA che con il suo rifiuto ha condannato al fallimento quella che era l’ultima, l’unica e la migliore soluzione in grado di garantire un futuro positivo per la Sampdoria”. Gli ultimi scenari null’altro hanno fatto che complicare la situazione: “Sono state diffuse tante ipotesi confuse, non chiarite e mai verificate da parte di vari soggetti (comprese le banche coinvolte) che hanno generato un clima di immotivate false speranze nascondendo pertanto il vero stato di salute della Sampdoria. Più volte negli ultimi giorni, riprese poi da più fonti giornalistiche, sono stato coinvolto, falsamente e strumentalmente, in fantasiosi progetti che non mi vedono in alcun modo presente. Le condizioni poste da un professionista come Alessandro Barnaba, con un track record unico in Europa (il caso del Lille è emblematico e rappresenta una delle storie più belle di salvataggio, conseguente rilancio e vittoria di un campionato di calcio in meno di 2 anni), insieme al suo piano industriale, erano la chiave per il successo di questa difficilissima operazione di salvataggio. La mancata accettazione del piano, delle sue tempistiche e condizioni ha condannato la società ai drammatici scenari che erano stati già ben ipotizzati e descritti da Barnaba nelle precedenti settimane. Come dimostrano le vicende qui brevemente menzionate, in presenza di progetti seri, sostenibili e ideati solo per il bene della Sampdoria, all’interno di un pool di investitori, noi ci siamo stati (prima con Vialli e poi con il Fondo Merlyn) e potremmo esserci anche in futuro. Il contesto generale di oggi è purtroppo molto lontano da questo scenario e le conseguenze delle decisioni che hanno portato al fallimento dell’ultima trattativa per il cambio di proprietà e per dare alla Sampdoria il futuro che merita sono solo da imputare all’attuale proprietà e al suo CdA”.

IL FUTURO

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Ora si attendono le reazioni di Ferrero, inchiodato pesantemente alle sue responsabilità, ed evidentemente focalizzato a risolvere le proprie situazioni finanziarie, ma senza alcun interesse per la società. Mentre il CdA, in sella dalla fine del dicembre 2021, ha gestito questo complicato interregno, ma non se l’è sentita di azzerare il capitale azionario per favorire l’ingresso di Merlyn, alla luce del rischio di possibili azioni risarcitorie da parte dell’attuale azionista di riferimento. E la Samp? Continua a lottare, ma il sogno salvezza si allontana.

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