Samp-Ranieri, è addio? Il tecnico avrebbe già deciso e avvisato la società

Con la salvezza già in tasca, Ferrero ha ormai iniziato i colloqui per il sostituto dell’allenatore romano arrivato a metà ottobre 2019

Sampdoria-Ranieri, sarà addio a fine stagione? Le strade del club e del tecnico che l’anno scorso prese la guida dei blucerchiati nel momento più critico dell’era-Ferrero, sembrano dunque destinati a dividersi a giugno. L’allenatore avrebbe già maturato questa decisione, informando di ciò anche la società di Corte Lambruschini. Un’interruzione del rapporto voluta da Ranieri (il cui contratto scadrà il prossimo 30 giugno) che, se confermata, arriverebbe imprevista, dopoché il tecnico romano, subentrato a metà ottobre 2019 a Di Francesco, aveva portato l’anno scorso la squadra a una complicata salvezza (nonostante un inizio disastroso dei blucerchiati) e quest’anno ha già virtualmente rispettato i piani di inizio campionato conquistando di fatto la permanenza in A con largo anticipo. Fra l’altro ormai da qualche tempo il patron starebbe effettuando svariati sondaggi con altri allenatori alla ricerca del possibile allenatore per la Sampdoria 2021-22.

L’incertezza (dolorosa)

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Un clima di incertezza che, però, in questo momento — questo sarebbe il principale timore dell’allenatore — rischia di avere contraccolpi negativi sullo spogliatoio e su un gruppo — lo ha dimostrato alla vigilia di Pasqua sfiorando il successo a San Siro contro il Milan — più che mai affiatato e in totale sintonia con lui. Che, sin qui, ha avuto la capacità di lavorare in modo proficuo anche sul piano psicologico, con una gestione saggia del gruppo anche nei momenti più delicati del campionato. E proprio all’orgoglio e all’autostima dei suoi ragazzi aveva fatto pubblicamente appello alla vigilia della gara di San Siro, venerdì scorso, con un discorso che non aveva lasciato insensibili i giocatori. Trasformandosi, anzi, in un vero e proprio patto fra allenatore e spogliatoio. Perché la storiella dei blucerchiati colpiti dalla solita crisetta di primavera, quasi una costante dall’ultimo ritorno in Serie A quando la salvezza aritmetica è ormai all’orizzonte, andava archiviata definitivamente, e in fretta. “Dipende dalla nostra professionalità — la spiegazione dell’allenatore della Samp —, dal bambino che c’è dentro di noi. Quando eravamo piccoli, avremmo pagato per essere l’allenatore o un giocatore della Sampdoria. Ebbene, noi che abbiamo la fortuna di trovarci davvero in questa condizione, ora molliamo? Ma che sportivi e che professionisti saremmo? E il bambino che è in noi non c’è più? Ecco perché dobbiamo ottenere il massimo da noi stessi”. Tutti avevano capito e apprezzato. Impossibile deludere Ranieri. Che punta a un finale di stagione in grande, confidando proprio nello spirito della squadra. Che, è la sua speranza, non deve risentire di un’atmosfera che pare preludere a una piccola (o grande) rivoluzione nel campionato che verrà, visto che pure le altre figure apicali della direzione tecnica (il diesse Osti e il capo scouting Pecini) hanno i rispettivi contratti in scadenza a fine campionato.

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