Samp e Real, l’Inter si fa in tre. Inzaghi pronto a cambiare pelle alla sua squadra

Il tecnico è convinto di avere a disposizione una rosa con venti titolari. Dumfries pronto al debutto, in attacco non ci sono gerarchie

A volte ritornano, e non sempre hanno lasciato un bel ricordo. Per Simone Inzaghi e l’Inter c’è un doppio brutto precedente da cancellare insieme, in Italia e in Europa. Il girone di Champions è per tre-quarti identico a quello dello scorso anno, chiuso con un incredibile ultimo posto dopo il pari interno all’ultima giornata contro lo Shakhtar, con l’Inter che vincendo avrebbe conquistato addirittura il pass per gli ottavi. E il passaggio alla fase a eliminazione diretta è il primo obiettivo della nuova Inter di Inzaghi, pronto a sfruttare al meglio la qualità della rosa a disposizione, finalmente profonda e con ricambi di qualità.

Massima attenzione

—  

Ma prima del grande debutto a San Siro contro il Real Madrid, l’Inter sarà impegnata nella delicata trasferta di Genova, in casa della Samp: scherzi del calendario, visto che nella passata stagione fu sempre la squadra blucerchiata l’avversaria di Inzaghi (allora alla Lazio) prima del battesimo in Champions contro il Borussia Dortmund. E il ricordo è una ferita ancora aperta: a Genova finì 3-0 per la Samp, contro una delle peggiori Lazio della gestione Inzaghi. Prestazione distratta e senza anima che fece infuriare il tecnico. Stavolta dovrà essere diverso, anche perché Simone non ammetterà alibi: il tecnico è convinto di avere a disposizione una squadra top, con venti e passa titolari. Contro la Samp, l’Inter dovrà confermare di avere il carattere da grande e la qualità di chi ha chiara la strada da percorrere per confermarsi.

Svolta italiana

—  

Del resto, Inzaghi in passato ha più volte rimpianto la scarsa profondità della rosa della Lazio, costretta ad andare sempre al massimo e quasi sempre con gli stessi uomini per viaggiare a marce alte. Nella nuova avventura interista, Simone può giocare con le rotazioni ed evitare di spremere troppo gli uomini chiave, perché le alternative possono garantire un rendimento di primissimo livello. A Verona, ad esempio, è stato decisivo l’ingresso di Correa nella ripresa, dopo che per la prima volta l’Inter era partita col nuovo tandem Lautaro-Dzeko. Ma siamo sicuro che il Toro e il bosniaco siano i titolari? La sensazione è che al momento non esista una gerarchia predefinita: Correa è un titolare di questa Inter e lo sarà anche quando entrerà a gara in corso. Come può succedere ad esempio domenica a Genova: lui e Lautaro torneranno a disposizione di Inzaghi soltanto venerdì e tutto lascia pensare che contro la Samp ci sarà ancora Sensi alla spalle di Dzeko nell’attacco nerazzurro. E il tandem offensivo non sarà l’unica novità: a sinistra salgono le quotazioni di Dimarco, altro uomo nuovo e alter-ego di Perisic in fascia. Un’arma in più preziosa soprattutto per le palle inattive. Il Made in Italy è tornato di moda.

Olandese e Co-La

—  

La formazione anti-Samp dovrà tenere conto della condizione dei nazionali e soprattutto dovrà consentire a Inzaghi di far riposare qualche titolare in vista del Real Madrid, senza andare a toccare la qualità della squadra. Il bunker in difesa non si tocca, ma in mezzo qualcosa di nuovo si vedrà. Intanto Dumfries – ieri titolare con l’Olanda – è pronto al debutto da titolare in nerazzurro: dopo un Europeo da protagonista, è pronto a dare il suo contributo anche alla causa interista e provare ad allontanare il fantasma di Hakimi. Vidal potrebbe far rifiatare Calhanoglu, per mettere muscoli ed esperienza al servizio della squadra e aiutare nella pressione al centro. Ci sarà da soffrire e poi accelerare per far male, ecco perché col Madrid è lecito aspettarsi la prima del tandem argentino Correa-Lautaro, protagonista pochi giorni fa con la Seleccion e stasera in campo contro il Brasile. I due sembrano perfettamente complementari e in grado di spaventare la difesa di Ancelotti, ancora tutta da rodare. Con Dzeko jolly da giocare a gara in corsa. Inzaghi ha più volte dimostrato di essere fine stratega: con tutte queste soluzioni sarà più semplice smontare e rimontare, puntando sempre al massimo.

Precedente AAA leader cercasi: da Chiesa a De Ligt, chi può "insidiare" Dybala? Successivo Milinkovic studia da tuttocampista. E con Basic Sarri ha più soluzioni in mezzo

Lascia un commento