Salernitana-Torino: 1-1 e spreco allucinante! Dieci occasioni, Juric furente

Vogliamo utilizzare un aggettivo caro a Juric, spesso usato dal tecnico croato? Allucinante. Allucinante davvero gettare al vento occasioni così. Dopo il grigio, deludente pareggio con il Verona, la schizofrenica gita in giostra a Salerno. Un tempo potenzialmente perfetto per il Torino, abile a creare una decina di palle gol, spumeggiante, ma capace di buttarne dentro una sola, con Sanabria. Uno spreco ripetuto che ha scatenato la rabbia di Juric nell’intervallo. Urla ripetute e giocatori irriconoscibili nella ripresa. Quando Nicola riusciva intanto a rimettere in sesto la Salernitana, arrivata poi al pareggio con Vilhena. Limiti evidenti di personalità, di maturità e di qualità continuano a frenare il cammino del Torino. Un Torino colpevole, non solo incompleto.

Salernitana-Torino 1-1: tabellino e statistiche

Toro ispirato nel primo tempo

Primo tempo totalmente in mano agli uomini di Juric, ispirati e subito protesi all’offensiva, con 6 occasioni clamorose non sfruttate (o vanificate dalle parate di Ochoa) prima delle rete di testa di Sanabria al 36’ su un perfetto cross di Lazaro. A turno, dopo un gol divorato dal paraguaiano a inizio partita, sono andati vicini a segnare Zima, Radonjic (2 volte), Vlasic, Buongiorno e Lukic. E subito dopo l’1 a 0, raddoppio fallito da un soffio da Vojvoda, prima di un palo colpito di testa da Schuurs. Urla belluine di Juric nello spogliatoio: sotto accusa l’atteggiamento poco cinico e concreto sottoporta, a parte gli episodi sfortunati. Ben altro clima tra le fila della Salernitana, tatticamente sfibrata, incerta nella fase difensiva e senza sale per 45 minuti.

Evidenti i limiti di maturità

Se lo sentiva, Juric. Perché dopo appena 4 minuti nella ripresa (iniziata in ritardo per problemi di funzionamento del Var), dopo un pallone perso scioccamente da Vojvoda, i campani (rientrati comunque con ben altro spirito e con Piatek davanti, al posto di Bohinen) trovavano l’1 a 1 in contropiede con una staffilata da fuori angolata di Vilhena. E poco dopo rischiava di nuovo il Toro, su un tiro del polacco di poco a lato. Gli uomini di Juric diventavano sempre più nervosi, perdevano il filo tattico e Milinkovic doveva volare su una staffilata di Candreva. Due squadre totalmente irriconoscibili, rispetto al primo tempo. Evidenti i limiti di maturità, di personalità e di qualità per troppi giocatori di Juric. Che riuscivano a ritrovarsi a fatica solo dopo il 25’, tornando anche insidiosi in avanti ma solo a intermittenza (parata di Ochoa su Miranchuk, poi altro miracolo del messicano su Rodriguez e palla sul palo). Troppo tardi, in ogni caso. Chi è causa del proprio mal pianga se stesso. 

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