Salernitana, la scarpa d'oro di Davide Nicola

Competenza e credibilità sono i fattori che hanno cambiato prospettiva al campionato della Salernitana, costretta a pagare nei primi sei mesi l’instabilità, le storture e i problemi provocati da un complicato passaggio di proprietà. La svolta è arrivata con l’ingresso di Iervolino, capace di ricreare subito un dialogo con la tifoseria, riportata al centro. Empatia e chiarezza. Una politica trasparente in grado di fare la differenza come la genialità sul mercato di Sabatini e la cifra professionale – spesso trascurata in un mondo condizionato dalle mode – di un allenatore, Davide Nicola, che insegue la quarta rimonta salvezza della sua carriera dopo quelle raggiunte con il Crotone, il Genoa e il Torino.

Nove punti in tre partite. La vittoria sulla Fiorentina ha chiuso il cerchio di una settimana perfetta, moltiplicando le certezze di una Salernitana che ora può restare in Serie A e realizzare un’opera d’arte. A conferma che nel calcio, a volte, una buona idea di lavoro può funzionare più di tanti soldi spesi senza una logica. Un percorso virtuoso, quello tracciato da Iervolino, Sabatini e Nicola. La serietà al posto delle solite promesse: è questa la base che ha permesso alla Salernitana di cambiare direzione. Un mercato invernale sviluppato in pochi giorni, ma con la saggezza di chi non si smarrisce nella giungla delle offerte. Investimenti riusciti: da Ederson, prenotato dal Psg, a Verdi, da Bohinen a Sepe, da Mazzocchi a Fazio, tornato a incidere dopo un avvio faticoso. I pezzi giusti da incastrare all’interno di un gruppo che poteva già contare su Djuric e Bonazzoli (tredici gol in tandem), sulla fantasia di Ribery e sul pressing di Lassana Coulibaly. Una squadra ridisegnata da Nicola, abituato a scalare le montagne con la sua adrenalina: ieri, di fronte all’errore di un suo giocatore, si è tolto una scarpa e ha minacciato di lanciarla in campo. Uno show che ha deliziato i social. 

Salernitana show, che festa per la vittoria con la Fiorentina

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Salernitana show, che festa per la vittoria con la Fiorentina

Dieci giorni fa la salvezza era solo un’utopia. Adesso è un traguardo concreto, considerando che il 5 maggio la Salernitana dovrà recuperare la partita all’Arechi con il Venezia. Scenario stravolto dai tre successi ottenuti contro la Sampdoria, l’Udinese e la Fiorentina: prima tripletta nella storia del club granata in Serie A. Ma davanti alla bellezza dei numeri c’è lo spessore di una Salernitana che non conosce complessi. Il calendario è l’unica mappa che conta. Tre gare in casa (Venezia, Cagliari e Udinese) e due in trasferta (Atalanta e Empoli): da vivere accanto a una tifoseria innamorata, pronta a trasformarsi nel campione che mancava.

Incredibile Nicola, si toglie la scarpa per lanciarla a Ranieri

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