Salernitana, c’è il primo punto. Verona rimontato nonostante super Kalinic

dal nostro inviato Maurizio Nicita @manici50

22 settembre – SALERNO

Verona bello a metà, Salernitana brutta, sporca e cattiva ma più affamata. Finisce con un 2-2, tanti gol, legni e tante recriminazioni. Per i campani primi gol casalinghi e primo punto in classifica. Però i veneti devono interrogarsi sull’incapacità di controllare una gara che dopo mezz’ora è sullo 0-2 con la squadra padrone del campo. I granata di casa evidenziano limiti tecnici notevoli, ma Castori cerca di organizzare al meglio una difesa non all’altezza dando carattere e mentalità da combattenti ai suoi.

schieramenti

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Castori ripropone la squadra che comunque con l’Atalanta aveva fatto bene, cambiando solo Djuric e schierando il nigeriano Simy con a fianco Gondo e alle spalle Ribery. Tudor invece dopo la splendida vittoria con la Roma cambia un uomo per reparto, preferendo Magnani a Pellegrini dietro; inserendo il camerunese Hongla in mediana per Bessa e come centravanti a Simeone, preferisce Kalinic.

killer Nikola

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E proprio il croato si scatena subito con un 1-2 che mette k.o. i generosi padroni di casa. Perché la squadra di Tudor resta bassa e attenta, fa sfogare un po’ la Salernitana sospinta dal proprio pubblico, ma appena può attacca con ripartenze chirurgiche. E dopo soli 7’ è già in vantaggio. È Lazovic a pescare in area Caprari, smarcatosi con un buon movimento, il romano serve Kalinic che deve solo spingere in rete. Ribery spinge i suoi alla reazione, servendo due buoni assist a Simy e Gagliolo che sprecano malamente. Il Verona regge e con spazi che diventano praterie arriva al raddoppio prima della mezz’ora. La verticalizzazione di Barak per Ilic è precisa e per il serbo è semplice smarcare Kalinic, che raddoppia con un colpo da sotto. Troppo tenera però la difesa dei campani, decisamente inadeguata. Ilic dopo l’assist però commette una leggerezza, con un fallo gratuito sulla trequarti a tempo praticamente scaduto. Ribery mette un invitante pallone sul quale Dawidowicz svetta ma finisce per lasciare la palla in mezzo e per Gondo è semplice sbatterla dentro proprio sotto la curva sud che finalmente può esultare per un gol in Serie A della propria squadra che mancava da oltre vent’anni in questo stadio.

tudor non si fida

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Il tecnico del Verona non si fida e toglie Magnani, a rischio rosso, e Ilic preferendogli i muscoli in mezzo di Tameze. Pronti via ed è ancora Kalinic che fa tremare il palo sfiorando la tripletta. Ma l’allenatore lo toglie poco dopo perché Simeone tiene meglio palla per far salire la squadra. E inserisce anche Bessa per Caprari per avere più filtro in mezzo. Castori risponde togliendo lo spento Simy per Djuric, il quale si ritrova subito una palla che Ranieri mette in mezzo ma per una serie di rimpalli diventa una sfera da flipper. Il Verona ha una buona situazione sprecata da Lazovic, imbeccato da Simeone. Ma i veneti rinculano mentre la Salernitana spinta dalla disperazione non molla. E accade l’imponderabile, con Gagliolo che sballa una conclusione dai 20 metri: il tiraccio diventa assist per Mamadou Coulibaly abile a controllare di destro e a concludere di sinistro con una difesa veronese bassa e statica.

ancora un legno

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Il Verona prova a ripartire e trova un’ottima punizione con Simeone. Barak la tira molto bene, ma a Belec battuto è l’incrocio dei pali a dire no. La sfida diventa confusa e prevale la stanchezza. La paura di perdere fa il resto: pari e patta.

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