Salah è il Messi di Klopp. Ma c’è un contratto col Liverpool che balla…

Lo splendido gol al City certifica l’importanza di Momo per i Reds, che su di lui hanno impostato un ciclo vincente. Però è in scadenza nel 2023: la trattativa è partita, l’amore c’è…

Ci sono giocatori talmente forti che finisci per darli per scontati. Il principe di questi è Mohamed Salah, uno che ha tutto per stare costantemente tra i primi tre del Pallone d’oro e ha vinto ben più di tanti altri che sorridono sulle copertine. Il gol del momentaneo 2-1 del Liverpool al City, per esempio, è roba che nel calcio moderno appartiene solo al miglior Messi, vale qualsiasi prezzo del biglietto, è rottura degli schemi, è la risposta ai farmacisti e agli ingegneri del pallone che pensano di poter costruire tutto alla lavagna, è la stessa risposta alla stessa lavagna che diede Pelé in Fuga per la vittoria.

Alle origini

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E Klopp lo sa, di avere uno dei pochissimi jolly in un mondo dove si fa troppo spesso gioco con le coppie di Jack. Lo sa dal 2013, quando alla guida del Borussia Dortmund vinse 3-1 un’amichevole contro il Basilea con i suoi che facevano sul serio perché l’egiziano non si teneva: non lo conosceva, a fine gara chiamò il board per farlo prendere subito ma si sentì rispondere che era già del Chelsea. Ne era convinto anche 4 anni fa, quando fece spendere per lui 43 milioni nonostante alla Roma fosse “solo” la bellissima spalla di Dzeko e Mourinho l’aveva fatto finire in fondo alle rotazioni dei Blues. Anzi, ha sempre giustificato il flop londinese come un problema di ambientamento iniziale – del resto lì si erano mangiati anche gente come De Bruyne e Lukaku – e si è sempre chiesto cosa ancora non avessero visto altrove. I Reds che hanno vinto Champions e Premier li ha costruiti su di lui, principe dei dialogatori alla velocità del suono che ha messo lì davanti, e ha sacrificato quello che a un certo punto era il suo miglior giocatore (Coutinho) per mettere polpa in mediana e in difesa proprio perché aveva trovato un fuoriclasse assoluto con la fame pulcinelliana di uno appena arrivato. Lo sa, Klopp, quello che ha in mano. E sa anche che il contratto di Salah scade nel 2023.

La trattativa

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Qui il pallone rotola a Boston, alla sede del Fenway Sports Group, la società che possiede i Reds e si trova di fronte a una trattativa-snodo per il club. Il dialogo è già iniziato, e a quanto pare pure Salah è ben conscio del suo valore. Al momento guadagna 12 milioni all’anno come Thiago Alcantara, pare che la prima richiesta sia stata di un quadriennale intorno ai 20. Ci sta, è un top player che a 29 anni sa di essere all’ultimo contrattone e può sedersi al tavolo della trattativa non come uno qualunque ma come quello che ha portato i Reds a vincere roba che non vincevano da decenni. I ragionamenti di un club però sono altri.

Domande

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Direbbe l’avvocato del diavolo, in ordine sparso: nelle ultime due stagioni non ha saltato una sola partita per infortunio, ma gli anni si faranno sentire? Creare una disparità salariale del genere tra un uomo e il resto del gruppo è una mossa saggia se si considera che, ironia della sorte, nel 2023 vanno a scadenza anche gli altri due componenti del turbotridente, Mané e Firmino? Ha senso iniziare una rifondazione su di lui o bisogna mettersi a caccia di un altro Momo? E Klopp, che scade nel 2024, come la pensa? Ci sono anche da considerare le nuove dinamiche contrattuali in era post covid, con star molto più inclini al contrattone da free agent che al rinnovo d’oro, ma tra Salah e il Liverpool pare amore, non un calesse: l’impressione è che rinnovo e ritocco siano possibilissimi, anche se non a quelle cifre. Occhio però a non tirare la trattativa troppo a lungo che poi, come le tagliatelle, rischia di sfilacciarsi…

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