Rrahmani gioia Napoli: 2-1 alla Salernitana nel recupero

La squadra di Mazzarri torna al successo con un gol al 96′

Dal nostro inviato Vincenzo D’Angelo

13 gennaio 2024 (modifica alle 18:07) – Napoli

In zona Mazzarri, come succedeva nella prima versione del Napoli guidato da Walter. Al fotofinish, di rimonta, buttando dentro il cuore tanto invocato dai tifosi per tutta la gara e che a lungo era stato assente, nel primo tempo come in tante altre gare. Il Napoli batte la Salernitana (2-1) al 51′ della ripresa, con una rete in mischia, figlia dell’arrembaggio di nervi più che di qualità e idee. Ma tanto basta per imbarcarsi domani mattina su un volo per l’Arabia Saudita per la Supercoppa con un minimo di serenità, dopo tanta – tantissima – tensione. Candreva aveva liberato i fantasmi del fallimento nel primo tempo, il rigore di Politano nel recupero della prima frazione ha evitato al Napoli la contestazione all’intervallo. Poi ci ha pensato Rrahmani a salvare tutti, quando i cori dei tifosi cominciavano a farsi più duri e pesanti. Il Napoli riparte, con grande fatica ma riparte. A’ nuttata non è passata, ora la palla passa alla società: servono innesti all’altezza per provare a cullare il sogno Champions.

BOTTA E RISPOSTA

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Mazzarri rilancia Simeone al centro dell’attacco, piazzando anche Gaetano da mezzala sinistra al posto di Zielinski (probelmino fisico prepartita, ma da giorni si pensava a una sua panchina e il tutto, con mercato aperto e contratto in scadenza, suggerisce di seguire con attenzione l’evolversi della situazione). L’inizio di gara è piuttosto scontato, col Napoli a provare a creare qualcosa col possesso palla lento e prevedibile e la Salernitana che si difende con attenzione e riparte. Per quasi mezzora si vede pochissimo, poi Candreva infiamma il derby: destro a giro dalla distanza che si infila sotto l’incrocio, con Gollini comunque non proprio impeccabile. Il Maradona, che fin lì aveva accompagnato il Napoli con pochi e sporadici cori, crolla in un silenzio assordante. Al 33′ il Napoli costruisce la prima occasione, ma Ochoa stoppa Simeone che era comunque in offside. Si arriva al recupero e la gara gira: contatto Fazio-Simeone da “rigore moderno” per citare Mourinho. Di fatto la modalità è la stessa di Lazio-Roma: l’arbitro viene richiamato al Var e solo dopo concede il penalty agli azzurri. Dal dischetto va Politano, con un pallone che pesa chili. Ma l’esterno va convinto, apre il piatto e imbuca nell’angolino.

SI ACCENDE KVARA

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Si va negli spogliatoi con la tensione alle stelle e un principio di rissa all’imbocco del tunnel. Mazzarri alza la voce all’intervallo, perché la squadra entra con altro spirito. La ripresa si apre con un movimento di Kvara centrale a smarcarsi, ma con conclusione sbilenca, da dimenticare. Ma il georgiano sembra finalmente sintonizzato sulla partita. Cajuste (48′) di testa sfiora il palo su azione d’angolo e il Maradona di colpo si accende e inizia a spingere i suoi. Un minuto dopo e ancora lo svedese va vicinissimo al vantaggio, dopo un recupero palla in pressing di Kvara. Dopo la fiammata iniziale, il ritmo torna al piccolo trotto. Mazzarri inserisce prima Raspadori e poi Zerbin, passando al 4-2-3-1. Kvaratskhelia ci prova ancora da fuori, ma il tiro è centrale. Poi è la Salernitana a sfiorare il vantaggio con una ripartenza sprint di Tchaouna a sinistra, ma sul cross basso è provvidenziale la deviazione di Gollini.

ALL’ULTIMA MISCHIA

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Nel finale il Napoli prova a metterci cuore e attributi (come chiesto dalle curve): Kvara (82′) con una giocata delle sue si libera in area ma il tiro a giro viene deviato in angolo. E il recupero inizia con un miracolo di Ochoa di piede su conclusione ravvicinata di Kvara (che poi si farà ammonire nel lungo recupero e salterà la Lazio). È la fotografia del momento, in cui tutto sembra girare male al Napoli. Ma non è ancora finita, Zerbin in ripartenza si conquista un fallo sulla trequarti al 96′: cross scodellato dentro, Ochoa si scontra con un compagno e nel flipper la palla arriva a Rrahmani che stoppa e in girata fa esplodere il Maradona. ‘A nuttata, come detto, non è passata. Ma almeno Mazzarri e il Napoli tornano a respirare, allontanando il fantasma di un’altra cocente delusione.

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