Ronaldo alla Juve come uno yacht: quanto è costato e quanto ha reso

Dopo il passaggio di Ronaldo allo United si può fare il consuntivo dell’intera operazione e del ritorno (se c’è stato) per la Juventus. Tralasciando qualsiasi valutazione tecnica, la partenza di CR7 è oggi un toccasana economico-finanziario per il club, anzitutto per il conguaglio da 23 milioni che i Red Devils riconosceranno ai bianconeri. Costato 116 milioni nel 2018 (commissioni incluse), il cartellino di CR7 ha un valore contabile netto residuo di 29 milioni al 30 giugno 2021. La cessione a un prezzo non distante consente di iscrivere una minusvalenza minima (6 milioni) risparmiando la quota di ammortamento 2021/22 e abbassando di quasi il 20% il costo per ammortamenti (166 milioni nel 2019/20 e pressoché invariato nel 2020/21). L’ammortamento è un costo non monetario la cui uscita di cassa si è già manifestata al momento in cui era stato effettuato l’investimento di cui la Juve avrà quindi un rientro finanziario parziale, pari al conguaglio per il cartellino che sarà pagato cash. Inoltre, il monte stipendi sarà sgravato dei 31 milioni netti (una sessantina lordi) che la Juve corrispondeva annualmente al portoghese. Il risparmio reale potrebbe risultare inferiore di una decina di milioni se le due mensilità di luglio-agosto rimarranno a carico dei bianconeri. Nel complesso, un risparmio di 73 milioni. La cessione di CR7 accelera quindi il rientro dei conti su un sentiero di sostenibilità. Non a caso, venerdì la borsa ha salutato le voci di divorzio aprendo a +3,9%. Curiosamente (ma non troppo) il mercato aveva reagito con entusiasmo anche all’arrivo di Ronaldo (un balzo del 7,3% il 4 luglio 2018) e ha premiato col +5% le azioni Man United. Come se CR7 fosse una barca il cui proprietario, secondo un vecchio adagio, ride due volte: quando la compra e quando la vende.

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Il bilancio della Juve

Il mercato si aspettava da Ronaldo un contributo decisivo alla crescita dei ricavi, oggi brinda alla riduzione dei costi. La Juve si avvia a chiudere il quarto bilancio consecutivo in rosso ma è l’accelerazione del deficit a imporre una netta sterzata. Da 19 milioni di perdita netta nel 2017/18 a 41 nel 2018/19, poi 90 l’anno scorso fino a 114 solo nei primi sei mesi di quest’anno. Il 7 settembre il CdA Exor approverà i conti della holding e conosceremo la perdita 2020/21 che difficilmente scenderà sotto i 200 milioni, con ricavi che dovrebbero crollare (al lordo delle plusvalenze) da 571 a 450/470 milioni e un costo della rosa che ha sfondato i 300, di cui lo stipendio di Ronaldo rappresentava il 20%. Con il portoghese in rosa, anche il 2021/22 sarebbe andato sicuramente in profondo rosso mentre col taglio del suo ingaggio, la riapertura degli stadi e qualche plusvalenza potrebbe riavvicinarsi al pareggio. Pesante anche la situazione finanziaria, cioè la cassa che al 31 dicembre scorso mostrava qualche timido segno di miglioramento ma potrebbe essere peggiorata nel secondo semestre a giudicare dall’intervento dell’azionista, che ha deciso di anticipare 75 milioni della quota di sua competenza (255) dell’aumento di capitale da 400 approvato dal CdA (…)

Ronaldo al Manchester United: ecco le cifre

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