Romagnoli: “Io come Nesta? No, lui è unico”. E Vecino: “Questa Lazio è da Champions”

Presentati i due colpi biancocelesti. Lotito: “Sono abituati a certi tipi di partite, con loro si punta in alto”

Dal nostro inviato Nicola Berardino

3 agosto – Milano

Storie che si ricongiungono. Alessio Romagnoli ritrova la Lazio per giocare con la maglia della squadra di cui da sempre è tifoso. Matias Vecino torna sotto la guida di Sarri, il tecnico che nella stagione 2014-15 lo lanciò da protagonista in A, imprimendo una svolta alla sua carriera. Romagnoli arriva dal Milan, fresco di scudetto vinto, dopo essersi svincolato a giugno. Anche Vecino è giunto a scadenza di contratto, lasciando l’altra sponda di Milano, l’Inter, dopo aver vinto negli ultimi due anni uno scudetto, una Coppa Italia e un Supercoppa Italiana. Per la Lazio sono stati due colpi di mercato.

Ambizioni

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“Abbiamo inserito due elementi di spessore anche internazionale – ha dichiarato il presidente Claudio Lotito nella conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti a Formello -. Per esperienza sono abituati a certi tipi di partite: serviranno per evitare quanto successo nella scorsa stagione quando la Lazio in determinati momenti non riusciva a mantenere alta la tensione. Con loro si può competere ad alti livelli”. Il d.s. Igli Tare ha aggiunto : “Giornata molto bella, abbiamo il piacere di presentare due grandi acquisti, grazie all’intervento del presidente nella fase finale delle trattative. Possono arricchire molto il valore della squadra. Sono campioni che ci daranno una grande mano”.

Romagnoli

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Emozionato quanto carico Romagnoli: “C’ho sempre sperato, è tanto che parliamo di questa opportunità. La volontà di entrambi c’è sempre stata. Ringrazio il presidente Lotito e il direttore Tare, è sempre stato il mio sogno ed ero sicuro che sarei venuto qui. La mia famiglia mi ha supportato in tutto e per tutto, sono stati felicissimi come me. La pubalgia? Sto molto meglio rispetto a prima, ancora manca qualcosina. Il gioco di Sarri è più tattico, Pioli era differente, era più uno contro uno in ampie zone del campo. Questo gioco si adatta più a me e mi piace di più”. La maglia numero 13 come Nesta. “Il paragone con lui non si può fare perché ogni giocatore è diverso. Lui è stato il mio idolo e di tanti giocatori. Nesta l’ho conosciuto ma ultimamente non ci ho parlato. L’ho visto l’anno scorso a Milanello quando venne a trovarci. È il percorso inverso rispetto a lui: dopo tanti anni, un giocatore della Lazio torna alla sua squadra. Secondo me è un passo molto importante della mia vita per dimostrare il mio livello, fare qualcosa di importante con questa società. Secondo me anche lo scorso anno la Lazio poteva lottare per la Champions, c’era quasi vicina. Ora siamo molto più forti”. La Lazio richiama anche il nome di Sinisa Mihajlovic, il tecnico che ha dato la svolta alla sua carriera. “Grandissima persona, è stato importantissimo per me quando sono andato alla Samp e al Milan. Un punto di riferimento, lo ringrazierò sempre per questo”.

Vecino

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Molto determinato Vecino: “L’impatto è stato sicuramente molto buono, non avevo mai giocato con questi compagni in altre squadre, ma li conoscevo da tanti anni, posso dire che è stato bello. Ho parlato col mister, lui mi conosce bene ormai sa quali sono le mie caratteristiche. Vengo a dare una mano, mi metto a disposizione e poi sarà lui a scegliere il momento e le partite. Sarri è sempre la stessa persona, lo stesso allenatore. Anche il modo di parlare, di spiegare le cose, mi sembra di essere tornato ai tempi dell’Empoli. Mi stavo allenando con la Nazionale, insieme ad altri due compagni come Caceres e Cavani e poi la nazionale Under 20 che ci ha dato una mano negli allenamenti. Penso di essere in una buona condizione”. Romagnoli e Vecino concordi: “La Lazio può arrivare in Champions”.

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