Roma, vittoria con qualche brivido: De Rossi batte il Verona e debutta coi tre punti

Apre Lukaku e raddoppia Pellegrini nel primo tempo. Ripresa col rigore sbagliato da Djuric e la rete di Folorunsho (ma che papera Rui Patricio)

Andrea Pugliese

20 gennaio 2024 (modifica alle 21:09) – roma

Un buon primo tempo, una ripresa orribile. La prima Roma di De Rossi porta però a casa una vittoria fondamentale, forse più per demeriti degli avversari che non per meriti propri. Nel senso che se per 45 minuti la Roma ha funzionato, per gli altri 45 è sembrata paralizzata. E alla fine si è salvata solo per gli evidenti limiti del Verona, che comunque ha sprecato un rigore e si è visto annullare un rigore. Contava vincere, però, e alla fine la vittoria è arrivata con i gol di Lukaku e Pellegrini, con la Roma che ha iniziato e finito tra i fischi della sua gente. Anche con la squadra sotto la curva, a fine gara. Per il Verona un secondo tempo pieno di rammarico e la sensazione di aver perso almeno un punto. 

l’atmosfera iniziale

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Si inizia in un’atmosfera surreale, tra i fischi alla squadra (salvi solo Bove, El Shaarawy, Lukaku e Dybala), lo speaker dimesso al momento del lancio delle formazioni e gli striscioni contro la squadra (“Non abbiamo mai preteso trofei e allori, ma solo rispetto della maglia e dei suoi valori. Onorate la Roma e lottate per la sua gente”) e per Mourinho (tanti, tra cui il più significativo a intera curva: “Ci sono ricordi che non hanno contratti: le corse e i sorrisi che ci hai regalato, tutte le volte che ti sei schierato, per il tuo romanismo sarai sempre rispettato. Grazie mister”). Poi l’ingresso di De Rossi, il boato dello stadio, quasi in un passaggio di consegne che graffia il cuore. C’è un’atmosfera di desolazione, il tifo è meno incessante di altre volte e qualche vuoto si nota. Dan e Ryan Friedkin ci sono, ma c’è soprattutto Daniele a riempire l’altro vuoto, quello del cuore. E poi la Roma, che inizia un po’ contratta ma ci mette poco a sciogliersi.

l’uno-due

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De Rossi inizia la sua avventura con il 4-3-3, costruzione dal basso e tanto possesso palla (alla fine del primo tempo sarà il 63%, con 263 passaggi contro i 138 del Verona). Gli esterni d’attacco spesso vanno a giocare dentro per lasciare spazio in fascia alla sovrapposizione del terzino, le mezzali creano densità e si inseriscono, anche se ovviamente qualche sbavatura iniziale è inevitabile. De Rossi inizia abbracciando tutta la panchina, poi va nella sua corrida personale. Sempre a bordo campo, sempre pronto ad un richiamo o a un suggerimento. Cabal salva subito su Lukaku, ma poi arriva l’uno-due che cambia la partita: in entrambi i casi l’assist è di El Shaarawy, che prima tra 4 avversari regala a Lukaku il pallone del vantaggio e poi regala a Pellegrini l’occasione del 2-0. Il capitano sembra un altro giocatore, rinato, sulla scia di quanto già visto nel secondo tempo di Milano. Crea, difende, ha intensità. E la Roma sfiora il 3-0 con Huijsen e Dybala, in un primo tempo quasi a senso unico.

la replica

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 Per provare a riaprire la partita Baroni nel secondo tempo mette dentro un’altra punta, Bonazzoli, al fianco di Djuric, mossa a cui De Rossi risponde con la difesa a tre. Dopo undici minuti Folorunsho gela l’Olimpico, ma il gol viene annullato per fallo su Karsdorp. Entra Zalewski per Dybala e va a fare la seconda punta, altra novità rispetto alla gestione-Mou. Poi l’altra occasione d’oro per il Verona, il rigore (al Var) per fallo di mano di Llorente su colpo di testa di Djuric: dal dischetto va proprio il centravanti bosniaco, che però calcia alle stelle. A fare la partita adesso però è sempre il Verona, con la Roma chiusa pericolosamente a riccio su se stessa. E al 30’ arriva il 2-1, con una papera colossale di Rui Patricio su tiro da 30 metri di Folorunsho. Le idee in casa giallorossa oramai latitano, i palloni vengono buttati via alla rinfusa, la paura prende il sopravvento su tutto il resto. Il finale è un dominio assoluto dei veneti,

A breve il servizio completo 

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