Roma, Veretout è già una scommessa vinta. Superato anche Candela

Con la doppietta contro l’Udinese è diventato il miglior marcatore francese della Roma in A, scavalcando l’ex terzino. Per Fonseca è indispensabile e il club vuole blindarlo fino al 2025

La sorpresa delle sue donne (la moglie Sabrina e le due figlie) sarebbe arrivata in ogni caso perché ieri era San Valentino e i palloncini, lo champagne e la torta al cioccolato con scritto “Je t’aime” erano pronti da giorni. Quello che la famiglia Veretout, però, non poteva immaginare era che la festa sarebbe stata così speciale. Perché quella di ieri è stata, per il centrocampista francese, una domenica da ricordare. E non solo per la giornata degli innamorati. Con la doppietta contro l’Udinese, infatti, Veretout è diventato il miglior marcatore francese della storia della Roma in Serie A, superando, a quota 14, Vincent Candela. Ora, l’ex terzino, che nella Capitale ha messo su famiglia, aperto un ristorante e ed è diventato più romano che francese, è nel cuore dei tifosi da vent’anni (anche per aver vinto uno scudetto da assoluto protagonista), ma Veretout, piano piano e a suo modo, sta iniziando ad entrare nella storia giallorossa.

NUMERI DA PROTAGONISTA

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Finora, da quando è a Trigoria, Veretout (28 anni tra un paio di settimane) ha realizzato 17 gol e la Roma è diventata la squadra con cui ha realizzato più marcature. Con Nantes e Fiorentina si è fermato a 15 e la cosa che colpisce è che la Roma è solo la terza squadra per presenze: con i francesi è arrivato a 143, con la Viola a 75. Con la Roma è a 68, ma il futuro è dalla sua visto che il club giallorosso ha intenzione di blindarlo: l’attuale contratto scade il 30 giugno 2024, l’intenzione è quella di prolungarlo almeno di un’altra stagione con adeguamento di stipendio. Per Fonseca il francese è indispensabile e lo dimostrano i numeri e le parole.

PUNTO FERMO

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I numeri dicono che in un anno e mezzo con il tecnico portoghese Veretout ha saltato soltanto due partite per scelta tecnica in tutte le competizioni (nelle altre o era infortunato o squalificato), mentre le parole dicono che quando la scorsa estate il pressing del Milan di Pioli e, soprattutto, del Napoli di Gattuso era davvero insistente, è stato l’allenatore, in prima persona, a convincerlo a restare. Non che i Friedkin o il Ceo Fienga, che allora si occupava di mercato, volessero cederlo, ma in questi casi la parola del giocatore è determinante. E c’è stato un momento in cui Veretout è stato tentato. Le parole di Fonseca, però, lo hanno convinto a restare.

LA SCOMMESSA

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Il tecnico ha voluto scommettere con lui che avrebbe fatto più di 10 gol in campionato, ora è a 9, per quello quando Veretout ha lasciato il campo, ieri contro l’Udinese, gli ha chiesto: “Quanti ne mancano?”. “Uno, mister”, è stata la risposta di Jordan, col sorriso dei giorni migliori. Fonseca è stato un buon profeta, Veretout un allievo perfetto delle indicazioni del suo allenatore, la Roma per ora se li gode entrambi. Il contratto di Jordan sembra una formalità, quello di Fonseca è invece un’altra storia.

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